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“È un controsenso attuarlo e non decidere. Ora serve una legge”

Parla Giulio Gallera: “Entro 15 giorni presentata una nuova proposta Confido che questa volta ci sia un consenso ampio. Sarebbe una mancanza di coraggio”

Giulio Gallera al convegno �Oltre le sbarre, la vera libert��, organizzato dalla Fondazione Asilo Mariuccia presso la Sala Biagi di Palazzo Lombardia, Milano 1 Luglio 2024 ANSA/MATTEO CORNER

Giulio Gallera (FI), lei era stato l’unico della maggioranza in Regione a votare contro la pregiudiziale di costituzionalità con cui era stato bloccato l’esame della legge sul fine vita. Cosa accadrà adesso?

«Sono molto contento e orgoglioso che nella mia regione una persona che rientrava nei requisiti stabiliti dalla Corte Costituzionale, abbia trovato il servizio sanitario a fianco che si sia fatto carico della procedura e dei costi. Ora spero che venga approvata anche la legge. È d’altronde un dato conclamanto che qui esiste un diritto al suicidio assistito».

L’associzione Coscioni ha raccolto le 5mila firme necessarie per depositare la nuova legge a breve.

«Abbiamo partecipato anche noi alla raccolta contribuendo con oltre 500, più del 10 per cento. C’è stato un impegno signifcativo. A questo punto inizierà l’iter in Consiglio e spero che questa volta sia più veloce, visto che la discussione è già stata fatta. Abbiamo un anno e mezzo prima della fine della legislatura. Spero che nessuna voglia più porre il tema di costituzionalità. Poi quando il Parlamento approverà la legge nazionale supererà quella regionale».

Quello di Domenico è il primo caso interamente gestito dal servizio pubblico. Cosa significa?

«È un fatto estremamente significativo. Se prima c’era in qualche modo un prendere atto, un ratificare qualcosa che stava avvenendo al di fuori delle sue strutture, questa volta invece il sistema sanitario è stato protagonista, secondo le linee guida dell’assessorato, ne ha supportato la realizzazione. È la concreta attuazione della sentenza costituzionale che ha individuato un diritto per chi si trova in quelle determinate condizioni. Credo anche che sia importante rispetto al dibattito che c’è in Parlamento sul fatto che il servizio sanitario deve farsi carico dei costi. È evidente che lo deve fare. Non può essere che sia accessibile solo per i ricchi».

Quindi per lei la Regione adesso non può più tirarsi indietro dall’approvare la legge?

«Una Regione che attua il suicidio assistito e non ha il coraggio di normarlo è un controsenso, ma anche una mancanza di coraggio e di civiltà su una battaglia così importante. Auspico che nel centrodestra ci sia un consenso ampio, che non ci si voglia più nascondere per non decidere. Confido che ci sia una maggioranza che lo approverà. Credo che il deposito della legge ariverà in 15 giorni. Spero che si voglia affrontare addirittura prima della pausa natalizia o subito dopo».

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