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I Giovani “disertori” spaccano il Pd. Padri nobili indignati

Il proclama pacifista di Virginia Libero non è piaciuto ai riformisti. Esaltata la sinistra

La segretaria dei Giovani democratici Virginia Libero (D) con la segretaria del Partito Democratico (Pd) Elly Schlein durante la conferenza stampa del Partito Democratico (Pd) sulla proposta per garantire il cosiddetto ''Diritto a Restare'' dei giovani, Roma, 03 giugno 2026. ANSA/ANGELO CARCONI

Dalla resistenza alla diserzione. Non poteva passare inosservato il proclama di Virginia Libero alla Festa dell’Unità nazionale di Reggio Emilia. «Non saremo i soldati delle vostre guerre», «noi organizzeremo i disertori» ha urlato domenica la leader dei Giovani Democratici, proprio mentre il Pd discute al suo interno sul riarmo dell’Europa e subisce l’offensiva di Giuseppe Conte sul tema insidioso sugli aiuti militari all’Ucraina.

Il comizio pacifista della giovane segretaria ha riscosso ovviamente gli scroscianti applausi dei militanti della festa - e anche il generale apprezzamento della segretaria, Elly Schlein - ma ha pure spaccato il partito, suscitando reazioni critiche dell’area riformista e indignate di diversi «padri nobili» dem.

La Libero ha poi provato a precisare, ma è subito saltata all’occhio, quella clamorosa contraddizione tra il suo esaltato invito alla diserzione e decenni di retorica resistenziale. Su questa incoerenza l’ha subito inchiodata l’eurodeputato Giorgio Gori: «Organizzeremo i disertori scandisce la segretaria del Giovani Democratici - ha notato - Non è quello che fecero i giovani che scelsero di partecipare alla Resistenza, o i giovani americani che vennero qui a combattere (e molti a morire) per liberarci dai nazifascisti - e che ogni 25 aprile giustamente celebriamo». «Non è quello che ci chiede la Costituzione - ha aggiunto - che all’articolo 52 recita: La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino».

Ma l’esibizione di pacifismo oltranzista ha molto contrariato pure Franco Bassanini, che dall’alto del suo magistero anche giuridico (professore di diritto costituzionale, è stato più volte ministro) ha posto una domanda secca: «Può fare la segretaria nazionale dei Giovani Democratici una ragazza che propone a questo movimento un obiettivo chiaramente incostituzionale?» ha chiesto Bassanini ricordando che anche l’articolo 11 «non vieta la difesa del nostro Paese e della sua libertà e indipendenza e neppure il sostegno ai popoli che combattono per la loro libertà e indipendenza». «Parole chiare di una Costituzione nata dalla Resistenza, cioè da una guerra di popolo per la democrazia, la libertà e l’indipendenza del nostro paese» ha concluso. Critico anche Arturo Parisi.

Dalla parte della Libero, invece, la sinistra del partito. «Ci tengo a mettere a verbale che ero a Reggio Emilia e ho ascoltato lì il suo tanto criticato intervento - ha scritto Matteo Orfini - e ho assai applaudito». Applausi anche da Arturo Scotto. Estasiata Laura Boldrini: «Il discorso di Virginia è stato chiaro, radicale e inequivocabile - ha dichiarato - Ha dato voce a generazioni di giovani che ripudiano la guerra e sono disposti a battersi per la pace». Ora non sappiamo se qualcuno proporrà di cambiare il testo di «Bella ciao», ma di sicuro Conte intanto gongola.

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