Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 10:41
Interni

La diaspora grillina pronta a lavorare al “vero Movimento”

La cerchia del guru pensa di usare le Politiche per rientrare in pista. L’ex senatore Dessì: “Si può rilanciare”

Foto Roberto Monaldo / LaPresse 17-06-2023 Roma Politica Manifestazione contro il lavoro precario organizzata dal Movimento 5 Stelle Nella foto Giuseppe Conte, Beppe Grillo 17-06-2023 Rome (Italy) Politics Demonstration against precarious work organized by the Five star movement In the pic Giuseppe Conte, Beppe Grillo

Lo spazio c’è. «Io credo - spiega Emanuele Dessi - che ci sia la possibilità di rilanciare il Movimento, quello vero, ben oltre i confini del centrosinistra e del Campo largo. Del resto Conte è di fatto un democristiano, il Pd non è un partito di sinistra e Avs non ci rappresenta». Dessì, senatore 5Stelle nella legislatura 2018-2022, con una formazione nella sinistra radicale capitolina, è in contatto con molti ex parlamentari della diaspora grillina. «Ci sentiamo di continuo, stiamo ragionando e riflettendo», in una girandola di incontri, suggestioni, propositi di rivalsa nei confronti del Movimento, «snaturato» dalla guida di Giuseppe Conte. «Conte - nota Dessì tranchant - ha tradito le nostre aspettative, è diventato più uno strumento di potere che altro, ha tolto al Movimento lo spirito creativo e antisistema degli anni d’oro».

Una visione che Stefano Patuanelli, ministro dello sviluppo economico nel Conte 2 e oggi vicepresidente dei 5Stelle, respinge con forza: «Conte non ha tradito niente e nessuno, semmai si può dire che i 5Stelle si siano evoluti, tenendo conto della complessità della realtà; ma abbiamo dato il nostro contributo al cambiamento della società, varando il reddito di cittadinanza e approvando il decreto dignità, e abbiamo lottato per moralizzare la politica, anche con provvedimenti rigorosi come lo Spazzacorrotti».

Insomma, lo scontro va avanti, ma si coltiva anche l’idea della cerchia grillina: sfruttare l’occasione delle politiche per riaprire i giochi.

Il quadro non è così granitico come forse sembrava qualche mese fa: l’irruzione sulla scena del generale Roberto Vannacci ha rotto gli equilibri, ora potrebbe accadere qualcosa di analogo dall’altra parte dell’emiciclo.

«A sinistra - prosegue Dessì - c’è spazio per una seria riflessione che parta da un paio di temi cari proprio a Grillo. Ad esempio quello del reddito universale, urgente, ancora più urgente dopo l’ingresso nella nostra società dell’intelligenza artificiale che toglierà e taglierà migliaia e migliaia di posti di lavoro».

Non basta. «Grillo - prosegue l’ex parlamentare - è molto attento alla geopolitica e vorrebbe tenere aperti i canali di comunicazione con la Cina e sviluppare la Via della seta, il che non vuol dire essere spie di Pechino infiltrate nell’Occidente, ma avere cognizione dell’esistenza di miliardi di persone che noi consideriamo in qualche modo come nemici, seguendo schemi non corrispondenti alla realtà».

Il 21 settembre intanto Grillo parlerà nella video intervista concessa a Fedez per il podcast Pulp. In quel colloquio non ci sarà, come ha spiegato l’artista al Giornale, l’annuncio della discesa in campo, ma certo Grillo andrà al contrattacco e pungerà Conte che gli ha sfilato il partito e di fatto l’ha buttato fuori.

Difficile azzardare previsioni «in ogni caso - conclude Patuanelli - l’elettorato 5S si identifica con Conte». Sullo sfondo c’è pure la contesa che è arrivata fino in tribunale: a gennaio ci sarà l’udienza sulla proprietà del simbolo e del nome dei 5Stelle. Difficile che una decisione arrivi in tempo per le elezioni, ma anche quel verdetto peserà nel braccio di ferro fra i due Movimenti.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.