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Ecco il link tra Report e i servizi segreti. Quel documento mostrato in tv e poi sparito

Fu lo stesso Ranucci a mandare in onda le immagini della circolare riservatissima, redatta da Gabrielli, dopo il caso Autogrill

Scatoloni in Rai L'ex conduttore di Report Sigfrido Ranucci porta via le sue ultime cose dalla redazione di Report

Quel segreto di Stato che non è mai stato segreto. Perché la risposta alla domanda dei pm che indagano Sigfrido Ranucci per diffamazione aggravata nei confronti dell’ex 007 Marco Mancini, e che cercavano di fare luce sull’esistenza di rapporti tra esponenti dell’intelligence e Report, era stata offerta proprio dalla stessa trasmissione di Rai3. Ancor prima che l’ex capo del Dis Elisabetta Belloni opponesse il segreto di Stato su quelle domande dei magistrati di Ravenna. Questione di sicurezza nazionale, poi caldeggiata dall’autorità delegata ai servizi Franco Gabrielli, il quale chiese al premier Mario Draghi di mettere la pietra tombale su quegli approfondimenti volti ad accertare una collaborazione 007-Ranucci. Eppure la fondatezza di quella circostanza, che Il Giornale vi racconta in esclusiva, era sotto gli occhi di tutti fin dal maggio 2021, dimostrata da una prova documentale che lo stesso Ranucci presenta al pubblico come un documento inedito interno ai servizi di cui Report era venuto in possesso. Si tratta della circolare che Gabrielli dirama l’11 maggio, in pieno caos scatenato dall’esclusiva di Ranucci che il 3 maggio aveva mandato in onda il filmato dello scandalo dell’autogrill, quell’incontro registrato «casualmente» dalla professoressa di Viterbo tra il senatore Matteo Renzi e Mancini, l’alto dirigente del controspionaggio fino a quel momento sconosciuto ai più ma identificato in diretta dall’ex agente dell’Aise Carlo Parolisi, lui sì travisato per questioni di sicurezza. Nella puntata successiva sul tema autogrill, quel documento segretissimo vergato da Gabrielli era stato mandato in onda. «L’autorità delegata a seguito dell’ampia eco riservata dagli organi di stampa all’incontro tra un alto dirigente del Comparto con un noto esponente politico, ha richiamato all’attenzione il rispetto delle norme comportamentali, sottolineando come condotte ordinariamente prive di disvalore e di interesse mediatico quando attuate dagli appartenenti agli OO.II (organi informativi, ndr), possono essere caricate di significati e piegate alle più disparate chiavi di lettura ed interpretazioni», si legge nella circolare. «Pertanto ha dato indicazioni affinché ogni tipologia di incontro con esponenti del mondo politico, giudiziario e, più in generale, suscettibile di esporre il Comparto alle citate criticità (quindi anche con il mondo mediatico, ndr), sia preventivamente autorizzata e gli esiti documentati per gli eventuali successivi riscontri. Quanto sopra premesso», prosegue la circolare di Gabrielli «dispongo che gli incontri in argomento (...) siano sottoposti alla mia preventiva autorizzazione e che gli esiti degli stessi siano documentati secondo le modalità e le procedure in vigore. La mancata ottemperanza delle presenti disposizioni configura motivo di grave profilo disciplinare», conclude. Una circolare (in cui tra l’altro si sottolinea come l’incontro tra Renzi e Mancini non avesse profili di illiceità da parte dello 007) che però non aveva destato l’attenzione su come fosse arrivata alla redazione di Report. Una soffiata, un passaggio di carte da chissà dove, come capita ai giornalisti con le fonti più disparate? E invece no, perché quel documento non può che essere stato fornito a Report dai piani più alti dei servizi. La circolare di Gabrielli, sottoposta per presa visione alla firma di tutti gli appartenenti all’Aise, Aisi e Dis, era infatti classificata a un livello tale che a nessuno era stato consentito di averne una copia, né di fotografare con il cellulare il foglio da firmare. E allora, come ha fatto Report a mettere le mani sul documento, mandato in onda a tutto schermo e oggi sparito dall’archivio di RaiPlay? E ancora, possibile che Gabrielli, in quei giorni impegnato a togliere la scorta a Mancini e a preparare il terreno al prepensionamento dello 007 «reo» di portato dolci natalizi a Renzi il 23 dicembre 2020, non abbia avuto lo stesso sussulto quando ha visto divulgare la sua circolare così segreta da non rilasciare alcuna copia che potesse uscire dalla sua segreteria? Un dettaglio non da poco, alla luce degli ultimi risvolti della vicenda che registrano, come vi ha rivelato in esclusiva Il Giornale, incontri ricorrenti a piazza Mazzini tra Ranucci e un alto ufficiale della Finanza ai vertici dell’Aise, uno 007 oggi individuato ma il cui nome è coperto da riserbo. Pesano le rivelazioni, sempre al Giornale, di una fonte interna ai servizi che conferma come il filmato dell’autogrill sarebbe stato portato in visione all’allora premier Conte già a gennaio del 2021, nei giorni caldi in cui il Conte 2 era in bilico proprio per l’attivismo di Renzi, che voleva sostituire l’esecutivo giallorosso con un governo di larghe intese guidato da Draghi. E molti mesi prima che Report facesse scoppiare lo scandalo mandando in onda il video.

Non da ultime le parole di Gabrielli, che nei giorni scorsi ha dichiarato a Il Giornale come l’affaire fu il «casus belli che ha consentito di risolvere un problema», perché «all’interno dell’Aise c’era una sorta di competizione che metteva a rischio la serenità della struttura» e la nomina di Mancini alla vice dirigenza sarebbe stato «un elemento che comportava una serie di problemi ai vertici». Dichiarazioni che oggi sembrano confermare quello che ormai non è più un mistero: quel filmato è il frutto avvelenato di una guerra di potere nei servizi.

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