Il federalismo della sinistra? Ci è costato 89 miliardi in più

Ecco i risultati della riforma costituzionale votata nel 2001 e ora stroncata anche da Bersani: spese delle Regioni cresciute a dismisura, quasi come due Finanziarie

La scorsa settimana ha gettato la spugna perfino Pier Luigi Bersani: la confusionaria riforma del Titolo V della Costituzione, varata dal centrosinistra tra il 2000 e il 2001 con appena quattro voti di maggioranza, è da buttare. A Palazzo Chigi comandava Giuliano Amato, Bersani era ministro dei Trasporti, e a volere fortissimamente quella specie di federalismo erano stati i dioscuri dell'Ulivo, Walter Veltroni e Francesco Rutelli, per inseguire i voti della Lega Nord. Sparì ogni verifica sulle spese delle regioni per rispettare la loro autonomia. E vennero trasferite competenze senza leggi attuative.
Quanto è costato all'Italia il federalismo fuori controllo targato centrosinistra? Un dato balza evidente controllando i bilanci delle regioni nel 2000, cioè alla vigilia della riforma, e nel 2010, cioè dopo quasi un decennio di attuazione (le statistiche del 2011 a oggi non sono ancora disponibili). Secondo un'elaborazione degli Artigiani di Mestre su dati Issirfa-Cnr, nel 2000 le regioni spendevano 119 miliardi e 398 milioni di euro; dieci anni dopo si è registrato un aumento di 89,02 miliardi per una spesa pari a 208,418 miliardi. Una dilatazione del 74,5 per cento. Tolta la parte dovuta all'inflazione (che la Cgia mestrina stima in un 23,9 per cento), siamo a un balzo attorno al 50%.
Dunque, le competenze assegnate alle regioni in quel modo pasticciato sono costate un maggiore esborso di quasi 90 miliardi di euro: come due delle ultime manovre finanziarie che ci hanno prosciugato il conto in banca. Bisognerebbe valutare quanto ha risparmiato lo Stato delegando agli enti locali quella serie di funzioni (in particolare sanità, trasporto, scuola e istruzione professionale, assistenza sociale). La Ragioneria dello Stato non fornisce elementi per questo calcolo. Ma visto l'andamento del debito pubblico, anch'esso in continua espansione, si può facilmente ipotizzare che i risparmi siano stati impercettibili.
Tutt'altro che trascurabili sono invece gli effetti sulle tasche degli italiani. Perché il «boom» di spese è andato di pari passo con un aumento delle risorse a disposizione delle regioni, e quindi delle tasse. Anche in questo caso una comparazione tra i dati del 2010 con quelli di inizio decennio chiarisce molti interrogativi. Nel 2002 le regioni incassavano 40,7 miliardi di euro da tributi propri, in particolare da tre voci che continuano a rappresentare oltre il 95 per cento del gettito proprio: Irap, addizionale Irpef e tasse automobilistiche. Queste imposte nel 2010 ammontavano a 51 miliardi. Dieci miliardi spremuti dalle tasche di cittadini e imprese.
Ma il grosso dei bilanci regionali, ora come prima della riforma del 2001, viene dai trasferimenti statali: denaro riscosso sul territorio (in particolare l'Iva), incassato a Roma e nuovamente trasferito alle periferie. Nel 2001, con l'entrata in vigore della riforma, le regioni prevedevano di incamerare 71,3 miliardi dallo stato. Un anno dopo il versamento era già aumentato del 14 per cento (81 miliardi) per arrivare a 103 nel 2010, con una differenza di +8,8 per cento rispetto al 2009. Lo stato, anziché tenere sotto controllo le spese delle amministrazioni locali per verificare come venivano spesi i soldi delle tasse, ha saldato senza battere ciglio i conti presentati. Più spendevano, più le regioni ottenevano con i rimborsi. Il federalismo fiscale avrebbe colpito questa logica perversa. Ma i tecnici di Mario Monti hanno messo in naftalina questa riforma del governo Berlusconi che avrebbe ripulito i bilanci.
Il 2010 è stato il primo anno in cui a Roma hanno ridotto gli stanziamenti per le regioni. È dunque interessante controllare dove gli amministratori locali hanno tagliato. Secondo i dati Issirfa-Cnr la sanità continua a prendersi due terzi dei bilanci regionali (111 miliardi complessivi) mentre sono calate le spese per industria, turismo, istruzione, assistenza, trasporti. Sono invece aumentate l'agricoltura e - guarda guarda - l'amministrazione generale. La quale comprende il personale (tranne quello sanitario e scolastico) e le spese di funzionamento, cioè il costo della politica. Questa voce vale complessivamente 12 miliardi di euro, come i trasporti locali.
Accanto alla vertiginosa espansione delle spese, la riforma del Titolo V ha ingorgato la Corte Costituzionale di ricorsi perché il legislatore non aveva ripartito chiaramente molte competenze tra Stato e Regioni. Dall'entrata in vigore delle nuove norme, il contenzioso costituzionale è pressoché raddoppiato. Nei primi anni c'era da attendersi un certo assestamento. Ma con il tempo i litigi tra centro e periferie sono aumentati fino a toccare il massimo nel 2010 con 154 controversie: quasi metà delle pronunce della Consulta.

Commenti
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02121940

Mar, 02/10/2012 - 08:51

La cosa che più mi meraviglia è che ci siano tanti che si meravigliano. Era scritto che questo sarebe stato l'esito del folle sistema normativo varato nel 2001 per consentire a molti di fare bottino.

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unLuca

Mar, 02/10/2012 - 08:53

destra = sinistra = centro alle prossime elezioni piazza pulita.

Ritratto di 02121940

02121940

Mar, 02/10/2012 - 08:54

Il federalismo della sinistra? Ci è costato 89 miliardi in più. E allora? La cosa che più mi meraviglia è che ci siano tanti che si meravigliano. Era scritto che questo sarebbe stato l'esito del folle sistema normativo varato nel 2001 per consentire a molti di fare bottino.

paci.augusto

Mar, 02/10/2012 - 09:00

Ed ora sentiamo i commenti-sproloqui dei tanti ottusi fresconi sinistri che da sempre, su istruzioni dei commissari politici trinariciuti, hanno attribuito a Berlusconi la responsabilità dell'enorme deficit statale italiano. Ci spieghino a cosa sono serviti questi carrozzoni di spesa incontrollata, quando avevamo già comuni e province, con un più che sufficiente controllo del territorio. La sinistra è SEMPRE stata maestra nell'aumentare poltrone politiche e creare complicazioni burocratiche, con il settore pubblico che deve occuparsi di TUTTO!! Ed ora, sotto con gli sproloqui!!!!

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Zagovian

Mar, 02/10/2012 - 09:05

Quali commenti fare?

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gzorzi

Mar, 02/10/2012 - 09:15

Una bella gara con quello del centro destra.

onofri

Mar, 02/10/2012 - 09:16

2001....tanto male non doveva poi essere visto che con una maggioranza bulgara, mai vista prima nel parlamento italiano, il buon berlusconi non ha provveduto a cambiarla. le sue leggine però le ha fatte passare a tempo di record. vero che i telelettori beoti di sta roba sono per lo più analfabeti, ma credo che anche loro troveranno sta roba un pochino stupida. mi aspetto che il giornale scriva qualcosa sulla prima guerra mondiale attribuendone i demeriti a Bersani.

gentlemen

Mar, 02/10/2012 - 09:40

Ma se sono 10 anni che lo sanno anche le pietre! Il problema è riuscire a tornare indietro.

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pinox

Mar, 02/10/2012 - 09:57

è il risultato dell'incompetenza dei nullapensanti che ci hanno governato negli ultimi 20 anni e che hanno ancora il coraggio di ricandidarsi....sono esseri spregevoli!!!....ma quando finirà questo calvario????

cast49

Mar, 02/10/2012 - 10:23

l'ho scritto ieri che quella riforma è stata una cazzata, un aiuto alle regioni che hnno fatto i cazzi loro ma che ha prodotto "litigi" tra stato e regioni e h fatto perdere tanti milioni.

cast49

Mar, 02/10/2012 - 10:28

gzorzi, pensa a ciò che hanno fatto i sinistri, deficiente

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echowindy

Mar, 02/10/2012 - 10:38

Quì ci vuole una rivoluzione del NON-VOTO! Se nessuno di lorsignori tumori non venisse eletto, quale sarebbe il seguito? Godiamoci l'immagine gratificante di un Parlamento vuoto, di una totale assenza di lorsignori animali politici!

jacopo82

Mar, 02/10/2012 - 10:46

"Bisognerebbe valutare quanto ha risparmiato lo Stato delegando agli enti locali quella serie di funzioni (in particolare sanità, trasporto, scuola e istruzione professionale, assistenza sociale). La Ragioneria dello Stato non fornisce elementi per questo calcolo. Ma visto l'andamento del debito pubblico, anch'esso in continua espansione, si può facilmente ipotizzare che i risparmi siano stati impercettibili." Tanto basta per classificare questo articolo come "spazzatura".

vince50

Mar, 02/10/2012 - 10:55

Azzeccatissimo quanto scritto:Ci è costato,il resto è noia.

amedori

Mar, 02/10/2012 - 12:03

La riforma costituzionale del berlusca non andava bene???? Adessso prendetevela nel comò. Abbiamo una costituzione fatta da veri e propri delinquenti, è inutile girarci intorno Togliatti era un assassino e della più bell'acqua.

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scorpion12

Mar, 02/10/2012 - 12:12

Qualsiai decisione presa dalla poltica ci sarebbe stata fatale. Sono solo degli incompetenti.

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pacioccone

Mar, 02/10/2012 - 12:16

il titolo V riformato dalla sinistra nel 2001 (della serie solo la sinistra é per grazia divina titolata a riformare la Costituzione e solo per rubare soldi) equivale a libertà di gestire la Regione e gli Enti locali ma senza assunzione di responsabilità , senza dover rendere conto a nessuno che intanto rifonda lo Stato Pantalone..da qui si spiega come mai una tac al Nord costa 800 ed al Sud 2.000.... solo per fare un esempio

Ritratto di tppgnn

tppgnn

Mar, 02/10/2012 - 12:45

La colpa non è di Bersani ma di chi lo vota, dipendenti pubblici in primis.

blackbird

Mar, 02/10/2012 - 12:59

Ricordo che la sinistra, nel 2001, era disponibile a modifiche alla riforma della Costituzione, per cercare di avere una maggioranza ampia e approvare una riforma condivisa. Ma il bellone Rutelli pose come condizione alla propria candidatura contro Berlusconi (esito del voto miserevole per Rutelli) l'approvazione a maggioranza della riforma. Riforma che venne approvata per pochi voti. Il referendum confermativo che ne seguì approvò di nuovo. Quindi possiamo dire che questi sprechi e sperperi, ampiamente prevedibili, sono colpa del "popolo sovrano" e non possono essere imputati alla destra o alla sinistra. E' il popolo che ha voluto queste leggi! E il popolo dovrà pagare e tacere!

onofri

Mar, 02/10/2012 - 14:02

gzorzi : scusi, ma quale gara ? a parte le porcate ad personam per salvare il culo del padrone cosa ha fatto il governo dei predellini ? dal 23 aprile 2005 al 17 maggio 2006 governo Berlusconi due e tre, dal 17.05.2006 all'08.05.2008 Prodi, e dall'08.5.2008 al 16.11.2011 Governo Berlusconi IV. e l'ultimo governo, pur avendo meno del 30% dei consensi, aveva la più grande maggioranza parlamentare che si sia mai vista.

Lino1234

Mar, 02/10/2012 - 16:27

Bravo paci.augusto.Lei l'ha azzeccata in pieno. Un attimo dopo il suo post è arrivata la conferma delle sue previsioni circa i trinariciuti: onofri. Saluti. Lino

Ritratto di Gianfranco Robert Porelli

Gianfranco Robe...

Mar, 02/10/2012 - 17:27

In Economia e Commercio quelli di sinistra sono delle bestie con tanto di albero genealogico. Infatti proclamavano di lanciare l'economia spendendo e spandendo. I soldi degli altri, naturalmente.