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Filopalestinesi e rossi rinsaldano il patto per lo scontro sociale. “Il nostro tempo è ora”

A Roma sfila la sinistra antioccidentale, solidale con lo Spin Time. In piazza anche un assessore della giunta capitolina e l’immancabile Salis

Ilaria Salis alla Manifestazione Spin Time da Piazza della Repubblica a Piazza Vittorio. Sabato 19 Settembre. News (Photo by Valentina Stefanelli/Lapresse) Ilaria salis, Spin Time demonstration from Piazza della Repubblica to Piazza Vittorio. Saturday, September 19. News (Photo by Valentina Stefanelli/Lapresse)

La saldatura tra estrema sinistra e movimenti islamici in Italia è sempre più evidente e solida, come ha evidenziato anche il corteo organizzato a Roma da Spin Time. Oltre 200 sigle dell’antagonismo sono arrivate da tutta Italia «contro l’alleanza tra destre neofasciste e capitale speculativo» per riavere il palazzo liberato a luglio dopo un incendio e dichiarato inagibile. Immancabili le sigle per la Palestina, la cui presenza nel corteo romano conferma l’alleanza di convenienza tra l’Islam politico, sempre più ramificato, e quella parte di sinistra che rincorre lo scontro sociale. In corteo si sono viste le onnipresenti bandiere della Palestina ma anche quelle rosse con falce e martello sventolate da manifestanti stranieri accanto a quelle della Cgil e di Che Guevara.Un pot-pourri eterogeneo di posizioni nell’arco mancino della politica italiana, che ha passeggiato per Roma al ritmo dei cori per la Resistenza palestinese, ormai noti, e di Bella Ciao. Quando il corteo ha raggiunto piazzale Aldo Moro, dove si trova l’ingresso principale dell’università La Sapienza di Roma, un gruppo di manifestanti è riuscito a forzare lo schieramento di sicurezza, arrampicandosi sulle mura e calando uno striscione con scritto: «Il nostro tempo è ora».Quello tra sinistra e islam è un patto che trova la propria convergenza nell’anti-occidentalismo militante, nella delegittimazione sistematica delle istituzioni democratiche e nell’ostilità verso i valori fondanti della nostra civiltà, che in questo caso si esprime con l’appoggio a un’occupazione abusiva andata avanti per tanti, troppi anni nel cuore di Roma con la compiacenza delle amministrazioni comunali di sinistra che si sono succedute. Al corteo di ieri, a dimostrazione di questo, ha partecipato anche Massimiliano Smeriglio, assessore alla Cultura della giunta Capitolina, per «testimoniare vicinanza e solidarietà». In piazza con lo Spin Time e con le 200 sigle, dalle quali ha però preso le distanze l’Arci, c’era anche Ilaria Salis, che dopo essere andata al Parlamento europeo a dichiarare che Ceuta non è Spagna e non è Europa, da Roma sostiene che lo Spin Time sia «un’esperienza che costituisce un esempio dal punto di vista delle battaglie per il diritto alla casa».Diversa la visione di Luisa Regimenti, segretario di Forza Italia a Roma, che a fronte dell’apertura a un dialogo sul tema dell’emergenza abitativa nell’alveo della legalità, sottolinea come l’attuale giunta ora «pretende di impiegare i soldi dei cittadini romani per acquistare il palazzo occupato». Ma questo nuovo, che tanto nuovo non è, sodalizio che strizza l’occhio all’Islam è retto, com’è accaduto in passato, da un mero calcolo di convenienza. Perché da un lato l’estrema sinistra si è convinta di poter usare gli stranieri come braccio operativo e bacino d’utenza per alimentare la piazza e la protesta contro l’ordine costituito, magari recuperando pure qualchevoto lì in mezzo. Dall’altro i movimenti islamisti sfruttano le coperture garantite dalle reti antagoniste e la loro retorica sui diritti per continuare a diffondersi nel tessuto sociale e per legittimare le proprie istanze nel dibattito pubblico, usando la sinistra come cavallo di Troia per una rivendicazione politica indipendente in un futuro non troppo lontano. Che, infatti, già esiste nella Capitale, si chiama «Musulmani per Roma 2027» ed è il primo gruppo civico e politico di ispirazione islamica che punta alle elezioni amministrative per il Campidoglio nel2027. Manca un anno al voto di Roma e l’alleanza sembra sempre più stretta.

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