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Foto fake di Meloni con Trump, rischio indagine per il pentastellato Pellegrini. Fdi: “La magistratura intervenga”

Il reato potrebbe essere perseguito d’ufficio in base all’articolo 612-quater del Codice Penale

Foto fake di Meloni con Trump, rischio indagine per il pentastellato Pellegrini. Fdi: “La magistratura intervenga”
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La pubblicazione della foto falsa da parte del parlamentare Marco Pellegrini potrebbe non rimanere senza conseguenze. In Italia l’articolo 612-quater del Codice Penale disciplina quella che viene definita “illecita diffusione di contenuti generati o alterati con sistemi di intelligenza artificiale”. Ora FdI passa all’attacco e chiede l’intervento della magistratura. “Con la consueta propensione al falso e alla menzogna, il Movimento 5 Stelle, per screditare il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, usa un "deep fake", in cui il nostro capo del governo è raffigurato nell'atto di fare un selfie con il presidente Trump. Come se non bastasse c'è il commento del deputato Pellegrini che accusa Meloni di aver superato la fantasia con la realtà e dunque di essere 'inadatta, inadeguata, ridicola, servile'. Un vergognoso tentativo di ingannare la gente”, ha dichiarato il presidente dei senatori di Fratelli d'Italia, Lucio Malan.

Citando proprio l’articolo 612-quater, il senatore ha aggiunto: “Si procede d'ufficio in alcune circostanze, tra cui quella in cui - come sarebbe in questo caso - il fatto avviene nei confronti di una pubblica autorità a causa delle funzioni esercitate. Di certo si tratta di disinformazione su una controversia internazionale che sta indebolendo l'Occidente a vantaggio di competitor come Russia e Cina, che si inserisce in quella guerra ibrida che è tra le peggiori minacce alla sicurezza nazionale. È incredibile e molto grave che l'autore sia componente di un organo delicatissimo come il Copasir. Mi auguro che la magistratura accerti se il codice penale è stato violato e non faccia finta di nulla”. Il capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera dei deputati, Galeazzo Bignami, ha aggiunto che “è gravissimo utilizzare l'intelligenza artificiale per inventare selfie di Donald Trump e Giorgia Meloni al fine di alimentare una ignobile denigrazione e disinformazione”. Ancora una volta, ha aggiunto, “misuriamo la malafede dei Cinquestelle, alimentata oltretutto da un componente del Copasir, quale è Pellegrini che ha posto in essere una condotta di grave disinformazione su una controversia internazionale che colpisce l'Occidente a vantaggio oltre tutto di competitor come Russia e Cina. Una modalità ben rodata nella guerra ibrida che è in questo momento tra le peggiori minacce alla nostra sicurezza nazionale”.

Inoltre, ha sottolineato Bignami, che “a macchiarsi di questa grave condotta, finalizzata a minare la credibilità nazionale, sia un componente del Copasir è gravissimo. Una modalità che si ritiene integri gli estremi di cui all'art. 612 quater cp e per la quale cui è prevista la procedibilità di ufficio che attendiamo venga esercitata prontamente dalle Autorità competenti. È evidente che Pellegrini non può sedere al Copasir, si dimetta almeno da quello”.

Gianni Berrino, esponente di FdI e capogruppo in Commissione Giustizia a Palazzo Madama ha ribadito che “la legge c'è, il reato anche” e l’ha definita “una bassezza e un vergognoso tentativo di ingannare gli italiani. Il tutto accompagnato da commenti beceri contro il nostro capo del governo. Pellegrini, che è anche componente del Copasir, dovrebbe sapere che il reato di deep fake è perseguibile d'ufficio e punibile con l'arresto”.

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