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“Frode da 30mila euro”, la Boccia nei guai

La vittima è un pilota dell’Aeronautica. La lady del caso Sangiuliano, che figurava come imprenditrice, risulta nullatenente

Bello, ciao Sigfrido Ranucci in basso le tre donne al centro della vicenda Report: dall'alto Maria Rosaria Boccia Natalia Potenza e Laura Cianfoni

Trentamila euro sottratti a un pilota dell’Aeronautica per un affare «fantasma» e il tentativo di spillargliene altri 50mila in contanti per rilevare una barca di lusso. Rischia una condanna per truffa aggravata la pompeiana Maria Rosaria Boccia, nota imprenditrice ma su carta nullatenente, come avrebbe appurato la vittima, che non sarebbe riuscita a riavere i suoi soldi nemmeno con il decreto ingiuntivo.

L’ultimo guaio giudiziario dell’amica di Sigfrido Ranucci (a processo a Roma pure per stalking aggravato e lesioni nei confronti dell’ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, nonché indagata a Napoli per due ipotesi di falso legate alla sua tesi di laurea) è alle battute finali a Pisa, dove nell’udienza del prossimo 20 ottobre la pm Lydia Paganini pronuncerà l’arringa conclusiva e chiederà la condanna, sulla base delle prove documentali. Perché la presunta frode della Boccia è delineata dai bonifici che la vittima Domenico Mandara, assistito dall’avvocato Federico Cammarota, ha inviato all’imprenditrice in tre tranche, nel dicembre del 2021, nonché da una serie di messaggi Whatsapp e mail in cui Maria Rosaria prospettava al pilota di entrare con urgenza in un affare da un milione e 200mila euro, a fronte di una partecipazione

minima di 30mila per la costituzione di una società che avrebbe aperto un bar di lusso, la Terrazza Martini affacciata sul golfo di Napoli, insieme ad altre attività redditizie da avviare ai piani inferiori.

Il mega progetto, in cui Boccia sosteneva vi fossero altri investitori «di alto rango» come «il Generale dell’esercito italiano Rosario Castellano e sua figlia Veronica», non sarebbe mai esistito e quando l’ufficiale dell’Aeronautica aveva cominciato a sospettare di essere stato raggirato, ha chiesto la restituzione dei soldi, ricevendo come risposte molteplici scuse da parte della Boccia, la quale avrebbe temporeggiato fino a sparire del tutto. Solo a quel punto Mandara, ormai esasperato dall’evidenza di aver perso i risparmi, ha deciso di denunciare l’amica di Pompei. Gli atti, di cui Il Giornale è venuto in possesso, raccontano che dopo il trasferimento dei tre bonifici per l’ammontare di 30mila euro, con la causale «Versamento capitale sociale socio Mandara Domenico. Società: Fashion Week Milano Moda Srl con socio unico Maria Rosaria Boccia 3/1/20222», la pompeiana avrebbe inizialmente aggiornato la vittima con telefonate e messaggi sull’asserito evolversi positivo del business, senza però mandare mai

alcuna documentazione ufficiale «o prova del reale inizio della realizzazione del progetto», ha spiegato Mandara nella denuncia.

I sospetti dell’ufficiale di essere stato truffato sono diventati certezza il 26 marzo 2022, quando «mi arrivava una chiamata in tarda serata ad opera della signora Boccia che mi aveva in contemporanea inviato a mezzo Whatsapp la foto di una imbarcazione di lusso», si legge nelle carte in cui sono allegati gli screenshot della conversazione e la fotografia dello yacht. «Il tenore della telefonata fu per me agghiacciante, ma al contempo il primo campanello di allarme», spiega la vittima. «La signora Boccia mi chiedeva un’ulteriore somma di 50mila euro per l’acquisto dell’imbarcazione raffigurata nella foto inoltratami di proprietà di un suo amico caduto in disgrazia economica. Ma non è tutto», conclude, «visto l’importante valore economico e l’irrisorio prezzo a cui sarebbe stata venduta grazie alla sua mediazione, avrei dovuto portarle i 50mila euro quella sera stessa e tutti in contanti. Ovviamente rifiutai».

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