Come volevasi dimostrare. Il Giornale dal 2021 è tra i pochi ad aver contestato l’estraneità dei nostri 007 nell’operazione di framing dietro l’incontro di 40 minuti all’Autogrill di Fiano Romano del 23 dicembre 2020 che ha fatto cacciare Marco Mancini dai vertici dell’intelligence, a un passo da una promozione, e sporcato l’immagine dell’ex premier Matteo Renzi, altra parte lesa della vicenda. È forte il sospetto che con la messa in onda del filmato il 3 marzo 2021 Report si sia prestata a una vendetta mascherata da repulisti in coincidenza del cambio della guardia a Palazzo Chigi tra Mario Draghi e Giuseppe Conte, che sui Servizi aveva la delega e che ha saputo del video in tempo reale, quando era ancora premier, come ha ammesso il 6 dicembre 2021 alla nostra Rita Cavallaro.
La conferma è arrivata qualche giorno dopo la pubblicazione del filmato di 28 secondi, anticipata dal solito Fatto quotidiano, a cui il video era stato proposto: il 12 maggio con un blitz l’ex governatore Bce ha fatto fuori il capo del Dis Gennaro Vecchione (pochi giorni dopo una complicata audizione al Copasir), piazzando al suo posto l’ambasciatore Elisabetta Belloni, prima donna alla guida di una struttura dell’intelligence. Il cui primo atto, di concerto con l’allora sottosegretario Franco Gabrielli, fu il prepensionamento di Mancini (a cui già avevano tolto la scorta) dal suo ruolo che verrà preso da Giuseppe Del Deo, indagato per peculato.
Oltre alle ricostruzioni curate da Luca Fazzo e Francesco Boezi il 21 giugno 2022 Il Giornale è stato il primo a rivelare l’indagine della Procura di Ravenna per diffamazione e rivelazione di segreto di Stato nei confronti di Sigfrido Ranucci e Giorgio Mottola. Solo a novembre la procura di Roma che l’ha ereditata ha acquisito i tabulati telefonici dei due giornalisti di Report per identificare la fonte della notizia. Né Renzi né Mancini hanno mai creduto alla prof che gioca a fare lo 007, l’ex premier al Giornale e in aula ha ricostruito ciò che non tornava nella versione della docente ai pm, vedi la dinamica inverosimile «delle due auto che escono una a destra e una a sinistra dall’Autogrill». La donna è stata assolta dall’accusa di diffusione di riprese e registrazioni fraudolente, legami di qualche tipo con i nostri 007 non ne avrebbe, come invece avevamo ipotizzato. Il suo legale Giulio Vasaturo al Giornale giura e spergiura che «la prof dell’Autogrill non c’entra assolutamente nulla con le beghe interne agli apparati di intelligence, come peraltro già acclarato dagli inquirenti». Quanto al segreto di Stato il legale ricorda che la Belloni «l’ha posto sugli interna corporis dei servizi, non sulla prof». Ma le triangolazioni tra ex membri dei Servizi, Report e persone vicino alla donna rivelate oggi dal Giornale possono riscrivere la storia.
