Dargliela vinta, anche no. Si lavora sotto traccia, ma nemmeno troppo, con l’obiettivo di sabotare Giuseppe Conte e terremotare il panorama. Beppe Grillo ha cambiato lo stato su WhatsApp con un’immagine affilata: Movimento Zero Stelle. E dunque contatti e progetti animano la diaspora grillina, il pattuglione degli ex parlamentari usciti di scena, ma pronti a tornare in prima linea.
Intanto, a gennaio è programmata l’udienza della causa civile al tribunale di Roma dove sono in palio il nome e il simbolo del partito inventato da Grillo, poi estromesso dall’Avvocato del popolo. Nei prossimi mesi - ma quando? - il giudice prenderà una decisione che potrebbe cambiare gli equilibri: se Grillo dovesse riconquistare il movimento, allora il rientro sul palcoscenico sarebbe più vicino. Se invece la richiesta dovesse essere respinta, allora la sfida si farebbe più difficile e complicata, appesantita anche dalle nuove regole di ingaggio che impongono alle formazioni senza passato in Parlamento di presentare un numero elevatissimo di firme, 6mila per collegio, per poter partecipare alla battaglia delle urne. Da Elio Lannutti, storico difensore dei consumatori, a Marco Bella, il professore di chimica che collabora con il Fatto Quotidiano on line, e a Danilo Toninelli, suggestivo ministro dei trasporti nel Conte 1, sono tanti quelli che non vedono l’ora di cimentarsi ancora con gli elettori. Nel mondo grillino si stima che la metà dei fuoriusciti potrebbe seguire Grillo e un terzo di quelli che seguirono Luigi Di Maio nella sua sfortunata avventura sarebbe della partita. Grillo vuole vendicarsi di chi lo ha fatto fuori, ma l’ex comico ha anche una strategia di fondo: scomporre il sistema già indebolito dall’irruzione del generale Vannacci.
Ecco, l’inedita coppia Vannacci- Grillo potrebbe sfondare sui due lati opposti dell’emiciclo e far saltare il banco. Vannacci viene ormai accreditato a due cifre nella rincorsa elettorale, Grillo, con il simbolo porterebbe a casa un 3%, destinato secondo i suoi colonnelli a salire. Insomma, i due incursori toglieranno, secondo i primi sondaggi, un 15% al centrodestra e al Campo largo, scompaginando tutte le previsioni. A complicare un quadro già destabilizzato, c’è anche la variabile Dibba. Alessandro Di Battista stava meditando di lanciare un suo brand alle politiche del 2027, poi è arrivato il malore a Cuba, questa estate, e ogni previsione è oggi impossibile, perché molto dipenderà dalle condizioni di salute dell’ex vicepresidente della Commissione Esteri della Camera. Di Battista è appena sbarcato in Italia e i suoi supporter sperano che il progetto possa riprendere al più presto, trasformando in un soggetto politico l’associazione Schierarsi, nata dopo l’abbandono dei 5 Stelle. Di Battista ha rotto con Grillo nel febbraio 2021, quando l’inventore dei 5 Stelle diede l’ok al sostegno del governo Draghi. Quella frattura non si è mai ricomposta, ma c’è chi ritiene che i due possano in qualche modo collaborare e rispolverano così una vecchia immagine coniata ai tempi della Prima repubblica: quelle tra Grillo e Di Battista sarebbero le convergenze parallele.
Il 21 settembre, altra mossa imprevedibile, Grillo tornerà in pubblico per partecipare alla prima puntata di Pulp, il podcast di Fedez e Mr Marra. C’è attesa per quello che potrebbe svelare Grillo. «Tranquilli - spiega Fedez al Giornale - se qualcuno immagina che possa annunciare in quell’occasione la notizia della discesa in campo si sbaglia. Abbiamo già registrato la trasmissione e questo non è accaduto. Posso però dire - aggiunge sibillino l’artista - che Grillo racconterà altre cose». E insomma si toglierà alcuni sassolini e attaccherà chi l’ha scaraventato fuori dall’arena.
