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I 5 Stelle ora frenano sulle primarie (e sull'ipotesi Calabresi)

Buffagni: “Un nome unitario”. E la Scavuzzo silura il giornalista: “Meglio un politico”

Freddezza Pd Mario Calabresi si è fatto avanti ma non convince

Adesso il Movimento 5 Stelle frena sulle primarie. E mette i bastoni tra le ruota all’autocandidatura di Mario Calabresi, già accolta con freddezza (per usare un eufemismo) dalla segretaria Pd Elly Schlein. Quasi alla vigilia di Nova, la kermesse che si terrà sabato e domenica al World Join Center con Giuseppe Conte che tirerà le fila, il coordinatore M5S Milano Stefano Buffagni prepara il terreno al leader. Che dovrà esprimersi sulle Comunali 2027 e l’ipotesi gazebo sì/no che attanaglia il campo largo. Buffagni ha dichiarato negli ultimi mesi che il percorso nazionale va replicato nella grandi città ma ieri ha virato sulla scelta a tavolino del candidato unitario. «Leggiamo di discussioni su primarie, posizionamenti politici, noi riteniamo che sia fondamentale condividere il nuovo programma per una Milano viva, sostenibile e davvero sicura e individuare, sulla base di questo progetto, un nome unitario, che possa rappresentare davvero il rilancio di Milano a misura d’uomo in discontinuità con gli ultimi anni» afferma. Azione predica che Calabresi è un ottimo nome e il centrosinistra dovrebbe candidarlo senza passare dal «tritacarne» delle primarie. Così ha dichiarato Carlo Calenda e il consigliere Daniele Nahum ha aggiunto che Azione «non sosterrebbe il Pd Pierfrancesco Majorino», l’altro nome in pole. Un abbraccio mortale per Calabresi, che alla Festa dell’Unità sabato scorso ha provato a prendere le distanze. Ma oggi il giornalista non è il nome unitario che ha in mente M5S, e offre un aiutino a Schlein. «Serve individuare il candidato migliore senza ulteriori passaggi divisivi - ribadisce Buffagni -. Anche nello spirito vocato dall’arcivescovo Mario Delpini» in un’intervista al Corriere, «Milano deve farsi comunità» anche per «rimediare a un incremento delle diversità sociali e ad un rilancio della classe media impoverita. Riprogettare l’abitare misura d’uomo e non di speculatori è fondamentale». Contro la «lobby del cemento» si è schierato Majorino, che ieri ha attaccato Azione: «Non decide se si fanno le primarie e il Pd non si farà pirre veti». É una battaglia anche del giornalista Gianni Barbacetto che i 5 Stelle vorrebbero schierare in caso di primarie. Ieri la vicesindaco Anna Scavuzzo ha ribadito invece la necessità di primarie e sarà in campo. «La fretta è cattiva consigliera» afferma. E «per un approccio politico - sostiene - serve un politico, questa è la mia opinione. Vediamo se sarà quella dei milanesi».

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