Giuseppe Conte ha scoperto i killer: siamo noi e gli Angelucci. Non quelli che Hamas manda a uccidere studenti e bambini accusando l’Occidente di essere la patria degli infedeli, ma i giornalisti che fanno domande. Lo chiama «killeraggio mediatico». Curiosa scelta lessicale, all’indomani delle minacce islamiste al Giornale: noi riceviamo la fatwa, lui distribuisce patenti da sicari a chi difende lo Stato liberale. Il nostro delitto? Pubblicare notizie vere e riscontrate sulle frequentazioni politiche del M5S con ambienti pro Pal che lambiscono il terrorismo islamista. Sarà un processo, non un editoriale, e nemmeno la segreteria di un partito, a stabilire la verità. Su Hannoun come su Youssef. Conte, già presidente del Consiglio, dovrebbe conoscere la differenza tra difendere i palestinesi e chiudere gli occhi sull’estremismo. Invece preferisce accusare i cronisti. I documenti, caro Conte, non votano. Noi non ci confondiamo. Al Giornale di Montanelli, gambizzato per le sue idee, la parola killer non fa ridere. E non farà tacere nessuno.

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