Roma Gianfranco Fini torna tra i giovani di Fratelli d’Italia come padre nobile della destra italiana. L’ex presidente della Camera arriva al laghetto dell’Eur per «Fenix, il tempo del coraggio», la quinta edizione della festa di Gioventù Nazionale, accolto dalla curiosità di chi, per motivi anagrafici, non ha vissuto l’epopea dell’arrivo della destra al governo nella Seconda Repubblica.
Giacca beige, camicia bianca e pantalone scuro, Fini gira tra gli stand del villaggio di Fenix con l’immancabile sigaretta tra le mani. Tra un selfie e l’altro, circondato dagli amici e dai politici di un tempo che hanno fondato insieme con lui Alleanza Nazionale, Fini si presta a rispondere alle domande dei cronisti su Roberto Vannacci. «Lui la vera destra? Essere veramente di destra significa difendere un Paese aggredito, non il Paese aggressore. Vannacci, invece, continua a dire che tutto sommato Putin non ha tutti i torti, spiega Fini al Giornale. Che, poi, sentenzia: «Deve chiarire i suoi rapporti con la Russia. Insomma, non mi convince affatto».
Sull’ipotesi di un’alleanza con Futuro Nazionale, dice: «Centrodestra vincente solo con Vannacci per i sondaggi con la nuova legge elettorale? I sondaggi bisogna leggerli, poi infischiarsene».
Un ragazzo che lo vede arrivare, parlando con un amico, non nutre alcun dubbio: «È lui la storia della destra». Fini, parlando con i cronisti dei ragazzi presenti attorno a lui, dice: «Sono i nipoti del Fronte della Gioventù, sono i figli di Azione Giovani. Loro si definiscono la generazione del coraggio ed è una definizione che fa loro onore».
La stima è reciproca. Secondo il deputato Fabio Roscani, presidente di Gioventù Nazionale, Fini «è una personalità che ha guidato la destra italiana per tanti anni in tempi ormai lontani, con cui abbiamo piacere a confrontarci a distanza di tempo in un panel in cui si parla della storia della destra giovanile».
Roscani, poi, ricorda: «Fini è stato segretario del Fronte della Gioventù per più di un decennio». Lo storico leader di Alleanza Nazionale è, infatti, intervenuto a una tavola rotonda dal titolo «Una storia di coraggio, la destra e i suoi movimenti giovanili», insieme al sottosegretario alla Cultura Giampiero Cannella e ai deputati Alessandro Amorese e Massimo Milani. «La decisione di invitare Gianfranco Fini è una scelta autonoma di Gioventù Nazionale. Non c’è assolutamente nulla di strano, già l’anno scorso è stato ospite di Atreju...», dice il deputato Francesco Filini, responsabile del programma del partito, intercettato dal Giornale in Transatlantico.
Anche Andrea Piepoli, membro del direttivo nazionale di Gioventù Nazionale, spiega: «Noi siamo molto gelosi e orgogliosi del nostro passato. Se oggi il movimento giovanile di Fratelli d’Italia è forte lo si deve soprattutto a chi ha fatto politica e militanza, vivendo anche momenti tragici come la strage di Acca Larentia».
La presenza di Fini a Fenix, quindi, non è il preludio di un suo ritorno tra i Palazzi del potere. È la testimonianza di un padre nobile che non viene più fischiato o ignorato, ma ascoltato con interesse dalle nuove leve della destra italiana.
