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“Il limite serve a includere. E integrarsi implica dei doveri”

Parla Mariastella Gelmini: “Non si può far passare un provvedimento che nasce per includere per xenofobo”

"Più soldi subito. La strada giusta grazie al lavoro del centrodestra"

Senatrice Mariastella Gelmini, Giorgia Meloni annuncia un provvedimento per introdurre un numero massimo di studenti stranieri per classe. Una sua circolare già nel 2010 suggeriva il tetto del 30%.

«Sì e fa bene il governo a rilanciare l’idea perché i tempi sono maturi per arrivare a una legge. Si tratta di una scelta di buonsenso, non per rincorrere qualcuno, ma per evitare concentrazioni eccessive in determinate classi o scuole e per creare le condizioni migliori per l’integrazione e l’apprendimento. Non si può far passare un provvedimento che nasce per includere per xenofobo. Questo problema oggi è più attuale rispetto al 2010 e non può essere affrontato, come fa la sinistra, facendo finta che non esista».

Serve una valutazione preliminare delle competenze linguistiche?

«Sì. Se in una classe si concentra una percentuale molto elevata di ragazzi che non conoscono adeguatamente l’italiano, il problema riguarda la qualità della didattica, il lavoro degli insegnanti, il percorso degli altri studenti e le possibilità concrete di integrazione di quei ragazzi. Le fragilità non devono concentrarsi al punto di penalizzare l’apprendimento dell’intera classe».

Ci sono scuole all’interno di quartieri a maggioranza straniera.

«Bisogna trovare modalità applicative compatibili con il principio della prossimità della scuola e con le caratteristiche dei territori. Questo, però, non può diventare un pretesto per non affrontare questo fenomeno».

Sul burqa e sul niqab, il governo parla di scuola a viso scoperto e di tutela della parità tra uomo e donna.

«La libertà religiosa e culturale non può diventare un alibi per mettere in discussione principi fondamentali come la parità tra uomo e donna. Come Noi Moderati abbiamo le idee chiare: per noi integrazione vuol dire diritti, ma anche doveri; accoglienza, ma anche responsabilità; libertà, ma nel rispetto della legge nazionale».

Meloni propone anche l’obbligo per i genitori stranieri degli studenti con gravi difficoltà di inserimento di imparare l’italiano.

«Sì, conoscere la lingua italiana è necessario non solo per gli studenti ma anche per i genitori. Proprio perché vogliamo garantire a tutti il diritto all’istruzione, occorre dare attenzione a ogni famiglia e a ogni studente e impedire che si creino classi di serie A e di serie B».

Guardando agli ultimi quindici anni, cosa non ha funzionato nell’integrazione scolastica?

«Troppo spesso le scuole sono state lasciate sole. Ritengo opportuno quindi pensare a una legge che coinvolga maggiormente Comuni e Regioni, prevedendo maggiori strumenti di coordinamento. Bisogna mettere gli istituti nelle condizioni di distribuire in maniera equilibrata gli studenti, investendo nell’insegnamento dell’italiano e coinvolgendo le famiglie. Servono serietà e pragmatismo. Basta con la solita propaganda di sinistra».

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