Addio alle armi. Nottetempo ha disertato un intero comitato di Futuro Nazionale, il 643, di stanza a Sassari. Il coordinatore, Marcello Orrù (ex consigliere regionale) e i cinquecento iscritti restituiscono la tessera e aderiscono a L’Italia del Domani, il nuovo partito guidato da Marco Rizzo. La lettera d’addio (di cui Il Giornale è in possesso così come dei moduli del tesseramento) è stata inviata all’ex generale Roberto Vannacci, al suo coordinatore nazionale Massimiliano Simoni e ad Annamaria Frigo (responsabile nazionale delle tessere del partito).
Orrù, dicevamo, è stato consigliere regionale per il Partito d’Azione Sardo e in passato candidato sindaco a Sassari. Ha ringraziato Vannacci e gli ha comunicato «la volontà dei cinquecento iscritti di recedere dal tesseramento». «Si chiede alla direzione nazionale», leggiamo nella lettera, «di procedere alla cancellazione dagli elenchi degli iscritti di tutte le tessere riconducibili al comitato da me costituito e di fornire conferma scritta dell’avvenuto scioglimento e dell’annullamento delle relative tessere». In attesa della reazione dell’ex generale autoproclamatosi di «vera destra parliamo con Orrù».
«Ce ne andiamo, abbiamo deciso di abbandonare Futuro Nazionale. Vannacci ha costruito più una caserma che un partito politico. Alcune idee le condividiamo, ma c’è una differenza sostanziale, oltre a quella della comunicazione del generale: Vannacci è un dilettante, Rizzo è un politico che conosce la materia. Il 3 ottobre saremo con lui a Roma per il congresso fondativo». Nei prossimi giorni, da altri comitati sardi, potrebbero esserci ulteriori uscite. Il comitato 643 di Sassari è uno dei più grandi della Sardegna.
L’autoproclamatasi «vera destra» di Vannacci che se ne va dall’ex comunista di Rizzo. Ma in questo caso gli ex vannacciani, a differenza degli attuali, non favoriscono la sinistra, perché Rizzo questa sinistra la cannoneggia. «È quella della Schlein che sale sul carro arcobaleno del gay pride, mentre la sinistra che ho conosciuto io era quella di Berlinguer con gli operai ai cancelli della Fiat. Io non mi metto in contrapposizione a Vannacci, che ha le sue idee e le esprime come meglio crede, ma il mio partito ha progetti che possono essere discutibili, certamente, ma sono realizzabili. Oggi», aggiunge, «la scelta non è tra le vecchie categorie, ma tra popolo ed élite». D’accordo, ma dove si colloca Rizzo? «Dalla destra che conosciamo, al recupero degli astenuti, tutto è possibile».
Gli abbandoni in massa di Sassari (ma oggi Vannacci arruola il deputato disertore forzista Tommaso Calderone) seguono quelli di Lamezia Terme, in Calabria, dove in un colpo solo hanno stracciato la tessera in seicento. I comitati 144 e 1067 hanno lamentato scelte calate dall’alto. «Non vengono tenute in considerazione le scelte democratiche prese dagli iscritti». E ancora: «In Futuro Nazionale non c’è meritocrazia». Forse non hanno visto la deputata vannacciana Laura Ravetto, la quale al congresso di Futuro Nazionale s’è presentata sul palco brandendo il Merito, lo spray che serve per stirare le camicie. Che la Ravetto, sempre elegantissima, cambia con meno frequenza dei partiti.
