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Interni

Il Pd aizza i ragazzi in tenda ma sfrutta le case del governo

Altro che “caro affitti”: Lepore, de Pascale e altri dem tagliano i nastri del piano del ministro Bernini. 63mila nuovi posti letto

Quel sindaco legato alle coop che ha regalato la città ai violenti

Mentre a favore di telecamera si fanno belli tagliando i nastri e inaugurando nuovi studentati finanziati dal governo, al tempo stesso sobillano gli studenti per protestare contro il caro affitti. Si potrebbe sintetizzare così la politica abitativa della sinistra. Negli ultimi giorni sono tornate le tende per protestare contro «il caro affitti e il diritto all’abitare» e, a guidare la protesta a Roma, sono i Giovani Democratici (movimento giovanile del Pd) che hanno promosso un campeggio temporaneo a Piazza Bologna visitato anche da Elly Schlein. Tra un incontro alle tende e uno con l’attrice Susan Sarandon per parlare della Palestina e del suo arresto a New York davanti all’Onu durante una manifestazione pro Gaza, la Schlein continua a portare avanti una linea politica a metà strada tra un centro sociale e un’assemblea studentesca.

Eppure, al di là della retorica, i numeri dicono che il governo con il ministero dell’Università guidato da Anna Maria Bernini ha realizzato il più grande piano di housing studentesco degli ultimi decenni. Per dare qualche cifra basti pensare che dal 2000 al 2025 sono stati realizzati circa 40.000 posti letto per studenti con un costo medio di 60-80 mila euro e un tempo di realizzazione di 6-8 anni. Dall’insediamento del governo Meloni nel 2022 sono stati attivati 63 mila posti letto (superando il target di 60 mila nuovi posti letto stabilito dal Pnrr) con una dotazione di 1,2 miliardi di euro.

Non si tratta di posti letto su carta ma concreti al punto che i primi 33 mila sono già stati realizzati e gli studenti possono accedervi attraverso gli enti regionali per il diritto allo studio. Gli ulteriori 30 mila saranno disponibili con le stesse modalità nel 2027 dopo che Cassa Depositi e Prestiti, che gestisce la seconda tranche del bando per conto del Mur, ha completato la sottoscrizione di tutti gli atti d’obbligo. Sostenere perciò che il governo non ha aumentato i posti letto negli studentati non corrisponde al vero, così come dire che il costo di una stanza è di 1000 o addirittura 1300 euro al mese. Il prezzo medio è infatti di 500 euro al mese (con utenze incluse) con il 30% di posti letto destinato a studenti che rientrano nelle misure per il diritto allo studio accedendo a costo zero. A cavalcare la protesta non poteva mancare il segretario generale della Cgil Maurizio Landini che ieri ha partecipato al presidio delle tende organizzato dall’Udu fuori da Montecitorio sostenendo che «il futuro non è fondato sulle armi ma sulla giustizia sociale». In piazza è arrivato anche il segretario di Avs Nicola Fratoianni accusando il governo del caro casa, così come i senatori del Pd. L’aspetto paradossale è che gli stessi esponenti del Pd che alimentano le proteste sono in prima fila per inaugurare i nuovi studentati finanziati dal governo. Un esempio: il sindaco di Bologna Matteo Lepore e il presidente della Regione Emilia Romagna hanno partecipato al taglio del nastro di una nuova residenza universitaria a Pieve di Cento realizzata con i fondi del Pnrr.