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Il salotto buono lo boccia in economia: “Costi fuori controllo”

Emettere crediti d’imposta da utilizzare anche come moneta parallela all’euro

Nella foto Roberto Vannacci Milano - Italia - Cronaca Sabato, 05 Settembre, 2026 (Foto di Marco Ottico/Lapresse) Second day of the 52nd Ambrosetti Cernobbio Forum Milan - Italy - News Saturday, 05 September, 2026 (Photo by Marco Ottico/Lapresse)

Inviato a Cernobbio (Como)

La sostanziale neutralità (per non dire freddezza) della platea del Forum Teha rispetto alle proposte politiche di Roberto Vannacci si spiega anche con la scelta deliberata da parte del generale di non affrontare temi economici. Certo, il suo panel era dedicato alle relazioni internazionali e alla costruzione di un nuovo modello di Unione, dunque opportunità di approfondimento ce ne sono state poche. Ma dal suo discorso sull’onnipervasività delle tecnostrutture di Bruxelles, sulla scarsa convenienza di guerreggiare a tutti i costi con la Russia, sull’opportunità di ridefinire la spesa militare si poteva dedurre che il suo programma in materia di finanza pubblica sia tutto tranne che «conservativo» e «rassicurante» per i mercati.

A margine del suo intervento, tuttavia, si è concesso alla stampa e su qualche argomento di attualità ha espresso la propria visione. Ad esempio, interpellato da Class Cnbc su quale sarebbe il suo primo provvedimento ove mai fosse indicato come premier, ha risposto senza esitazioni: «Un intervento per ridurre il costo dell’energia sia per i cittadini che per le imprese». Già questa disposizione d’animo lascia intendere che, in una simile eventualità, il rapporto con la Commissione Ue diverrebbe subito conflittuale, poiché questo tipo di aiuti di Stato sono sempre malvisti. Prova ne sono le acrobazie contabili che il ministro Giorgetti ha dovuto affrontare per riuscire a tagliare le accise sui carburanti questa estate.

Sull’euro il generale è stato molto cauto anche con i giornalisti. Si è lasciato sfuggire solamente che la moneta unica «fissa il cambio, ma non interviene sugli squilibri» determinando solamente «il modo per correggerli». Di qui una delle proposte choc di Futuro Nazionale: la moneta fiscale. Di che cosa si tratta? L’ha spiegato lui stesso. «Serve a renderci più flessibili, a tornare a quella politica monetaria che ci è stata negata. Un po’ quello che è stato fatto con i crediti cedibili del Superbonus 110%. Quindi, non sono il primo ad averla pensata», ha spiegato. Come si evince, si tratta di emettere crediti di imposta che possono essere utilizzati per pagare meno tasse e che possono diventare una sorta di «moneta parallela».

In questo caso, con una fava non si prenderebbero due piccioni, bensì due pietre. La prima sarebbe quella di far esplodere il debito pubblico come accaduto con la misura grillina che ci è costata oltre 170 miliardi e la mancata uscita dalla procedura di infrazione nonostante il ministro Giorgetti abbia riportato il deficit/Pil di fatto al 3%. La seconda sarebbe una sostanziale uscita dall’euro in quanto è la Bce a detenere il monopolio della moneta e non gli Stati. Della riapertura alle forniture di gas russe o dell’abbassamento delle imposte per pmi e professionisti non ha parlato. Ma si comprende bene che già queste poche proposte basterebbero a far declassare l’Italia da parte delle agenzie di rating. Con tutto quel che ne consegue.

GDeF

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