Il ‘caso Ranucci’ e il ‘caso Almasri’ legati a doppio filo. Come ha rivelato oggi Il Giornale, a decidere sulla richiesta di reintegro del giornalista Rai nel ruolo di conduttore di Report sarà Donatella Casari, giudice e presidente della sezione Lavoro del Tribunale di Roma, già membro del collegio del Tribunale dei ministri che si occupò del caso Almasri.
Casari, magistrato considerato vicino alla corrente Area Dg, l’ala di sinistra delle toghe, è uno dei togati che chiese l’autorizzazione a procedere per il ministro della Giustizia Carlo Nordio con l’accusa di omissioni in atti d’ufficio e per il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano con l’accusa di peculato. Il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri definisce tutto questo “inquietante ma purtroppo non sorprendente” e aggiunge: “Come è noto, e come è suo diritto, Sigfrido Ranucci ha fatto ricorso alla magistratura per continuare a dominare lo spazio di Report, nonostante cronache quotidiane che mettono in palese difficoltà la sua reputazione”. Il senatore azzurro, poi, osserva: “Sarà certo un caso, ma la vicenda è finita nelle mani del magistrato Donatella Casari, da poco approdata nei ranghi della magistratura del lavoro nel ruolo di presidente della sezione di Roma”. Gasparri ricorda, appunto, che Casari “per il caso Almasri si scagliò contro i vertici del governo di centrodestra” e aggiunge: “Ci diranno che è un caso. Che non c’è nulla di preordinato. Ma nessuno ci può vietare di pensar male o di aver qualche pregiudizio ….. Almeno questo è un nostro diritto”. Il senatore forzista profetizza: “Casomai tra qualche giorno avremo una sorpresa. Con la conferma della validità delle decisioni della Rai nei confronti di Ranucci, al quale propone alternative professionali secondo le regole. Oppure con una rinuncia da parte di un magistrato che è stata al centro di forti polemiche”. Gasparri con ha dubbi: “Lo scandalo Ranucci-Lavitola-Report non può finire tra i sospetti di un nuovo caso di uso politico della giustizia”. Laconico, invece, il commento di Enrico Costa, capogruppo di Forza Italia alla Camera, che al Giornale dice: “Non ci vedo nulla di strano. I giudici del Tribunale dei Ministri sono sorteggiati”.
