A Modena, che ancora fa i conti con l’attentato condotto da Salim El Koudri, un anno fa è stato aperto un centro culturale bengalese in uno spazio comunale e l’associazione Sylhety paga un canone d’affitto agevolato per l’uso esclusivo dei due locali all’interno dell’immobile. Questo anche se sul sito del Comune di Modena allo stesso indirizzo è presente un centro sociale per anziani. Come si evince dall’interrogazione presentata da Forza Italia, il canone mensile per l’affitto degli spazi è di poco più di 120 euro al mese a cui si aggiungono 1650 euro annui come forfait complessivo per tutte le utenze.
All’apertura sono state numerose le polemiche dell’opposizione, che ha sottolineato come, contrariamente a quanto noto, l’associazione promuoveva attività di preghiera «nella nostra amata Moschea Modena Bangla». Post poi eliminati insieme a ogni riferimento alla preghiera quando è stato fatto notare che la richiesta di affitto degli spazi era stata avanzata «per fini di integrazione ed inclusione, per attività culturale ed interculturale». Il sindaco Massimo Mazzetti ha dichiarato che le attività religiose «si riferiscono soltanto a momenti di preghiera saltuari e non programmati e che, dunque, non è sostenibile affermare che questi locali vengano usati come moschea», perché «sarebbe come pretendere di definire chiesa qualsiasi luogo dove persone di fede cristiana che si ritrovano per altre finalità, pregassero occasionalmente». Eppure, erano stati proprio i bengalesi a definirla moschea.
Nelle ultime ore, a fronte dell’inchiesta giornalistica condotta da questo quotidiano per fare chiarezza sull’attentato che ha squarciato la tranquillità di Modena, il sindaco Mazzetti ci ha accusati di alimentare «tam tam mediatico per attaccare la sinistra». Parole alle quali ha risposto Anna Maria Cisint, europarlamentare della Lega: «Da già sindaco dico che proprio lui dovrebbe volere che venga fatta piena luce su quanto accaduto nella sua città, anzi, forse avrebbe dovuto capire che la questione islamica riguarda tutti, perché oggi il pericolo è ovunque». Anzi, ha sottolineato che proprio questo quotidiano «ci ha regalato delle indiscrezioni preziose e bene farebbe il sindaco a non considerare quello un attentato casuale. Altro che video e accuse: lui è un dirigente della sinistra che tollera a casa sua moschee abusive e, anzi, assegna contributi a chi non ha voluto firmare l’intesa per rispettare la legge italiana».
