Riccardo Magi, lei è il segretario di +Europa, ma il presidente Matteo Hallissey e il deputato Benedetto Della Vedova vogliono scalzarla. Vogliono sì +Europa, ma meno Magi. Come va a finire?
«Se non mi vogliono mi sfiducino».
Perché non lo fanno?
«Non hanno i numeri, la maggioranza dei due terzi dell’assemblea, la stessa che a febbraio ’25 ha modificato lo statuto allungando il mandato del segretario da 2 a 3 anni, a meno che non si dimetta, non venga sfiduciato o passi a miglior vita, e io sono ancora qui nonostante il quarto giorno di sciopero della fame contro la legge elettorale, che toglie democrazia».
Della Vedova e Hallissey hanno ottenuto dall’assemblea, con 52 voti su 100, una richiesta di congresso straordinario a dicembre. Non le vogliono far mangiare il panettone.
«Però l’altra parte dell’assemblea ha dichiarato illegittima la richiesta. Quando si arriva in tribunale è una sconfitta per la politica. La vedo come Emma Bonino: aveva detto che le regole vanno rispettate. Oltretutto a pochi mesi dalle elezioni non sarebbe solo il congresso di +Europa, ma di più partiti».
Cosa intende?
«C’è chi ci porterebbe verso Renzi, come Della Vedova e credo pure Hallissey. Altri punterebbero a Calenda».
Rischiate di implodere?
«C’è chi il partito vuole demolirlo, e non rilanciarlo».
Primarie: Schlein o Conte?
«Ci sarebbero anche altri metodi per decidere chi guida la coalizione, come il leader del partito con più voti».
Quindi lei sta con Schlein.
«Sono più vicino a lei per una serie di proposte, concordo con molte cose che ha detto durante la direzione Pd, ma serve comunque un confronto».
La politica estera vi spacca in due, forse in tre.
«Io non sto dentro a una coalizione che smette di aiutare l’Ucraina: senza gli aiuti non si arriva al negoziato».
Quindi non starebbe con Conte, vincesse lui le primarie.
«O mandi le armi o no. Deve essere un campo europeo, al fianco di Kiev. Altrimenti non sto nella coalizione».
Le opposizioni dicono che questo è il governo più scarso di sempre. Quindi lo sono anche le opposizioni che non sono riuscite a farlo cadere?
«Siamo partiti divisi, va ricordato. Però non siamo stati all’altezza».
Lo so che vuole attaccare il governo, glielo pubblichiamo...
«Non ha fatto una sola riforma utile».
Tornerebbe in aula travestito da fantasma?
«Lo rifarei, sì. Era il fantasma della democrazia».
