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Gianluca Comazzi, consigliere di Fi, interviene nel dibattito sulle comunali: «Non si vince solo con un nome, ma con un buon programma e una squadra convincente. Errore lasciare a Vannacci il tema della sicurezza»

“Il sindaco? Un nome a sorpresa”

Gianluca Comazzi, consigliere di Fi, interviene nel dibattito sulle comunali: “Non si vince solo con un nome, ma con un buon programma e una squadra convincente. Errore lasciare a Vannacci il tema della sicurezza”

"Sull'urbanistica ora si giri pagina. A Milano bloccati 10 miliardi di euro"

Gianluca Comazzi, consigliere comunale di Forza Italia, assessore al Territorio in Regione Lombardia e capodelegaizone di Fi in Giunta, è la settimana decisiva per il candidato sindaco del centrodestra?

«Sicuramente dobbiamo arrivare a una sintesi nel più breve tempo possibile. Direi entro la fine di settembre anche perché il gap di partenza è innegabile e abbiamo bisogno di iniziare la campagna la campagna elettorale. Faccio anche una previsione».

Quale?

«Secondo me il nome non sarà nessuno di quelli già usciti sulla stampa».

Davvero?

«È il mio sentire, ma ricordiamoci che le comunali non si vincono solo col candidato sindaco, ma con un programma serio e una squadra forte, allargata sia nei municipi che che nelle liste del consiglio comunale. Chiederemo almeno quattro municipi ai nostri alleati come candidati a presidente».

Un attimo, Salvini ha detto che questa settimana esce il nome

«Io mi do come ultima data possibile fine mese».

Il capodelegazione di FdI in Europa Carlo Fidanza tira un po’ il freno dicendo che sia meglio scegliere un buon candidato che un candidato in fretta, lei è d’accordo?

«Io dico meglio un buon candidato scelto il prima possibile. Devo dire che il centrosinistra ci sta dando una mano con la discesa in campo di Calabresi, che sicuramente è un candidato autorevole e molto competitivo, ma se dovessero fare le primarie è chiaro che il candidato potrebbe spostarsi molto più a sinistra. A quel punto la nostra proposta dovrà necessariamente allargarsi anche ad Azione e a Italia Viva».

A questo proposito l’ex sindaco Gabriele Albertini ha paroato di Calabresi come di un ottimo candidato.

«È un ottimo pilota, ma nella nella macchina sbagliata, perché come si è visto con la vicenda dello stadio e la riqualificazione degli scali ferroviari anche ci fosse un candidato moderato, alla fine la guida sarebbe sempre a trazione sinistra radicale».

A voi piace Calabresi?

«Non è un tema il fatto che possa candidarsi con noi».

De Chirico ha fatto un endorsement alla Sardone, cosa ne pensa?

«È stata una provocazione».

Lupi si ritira, o no?

«Dobbiamo considerare che non è escluso che si voti per le comunali con le politiche, quindi se vogliamo avere una possibilità di vittoria a Milano dobbiamo il più possibile fare una narrazione locale».

Venendo ai contenuti: tre priorità.

«La sicurezza è un tema che non dobbiamo assolutamente lasciare a Vannacci che propone un approccio solo muscolare mentre il nostro approccio sarà a doppio binario: da una parte più controlli, più presidi, più telecamere dall’altra un percorso di inserimento sociale per le persone disagiate e l’istituzione di un tavolo con le seconde generazioni che in qualche modo sia apre il dialogo anche con le comunità straniere. E sul tema urbanistico è necessario rilanciare Milano e risolvere la situazione delle famiglie sospese. Poi una tutela legale vera per tutti i funzionari e dirigenti del Comune che sono stati un po’ abbandonati».

L’altro giorno Stefano Boeri parlava del ticket con Stefania Craxi, cosa ne pensa?

«È stata la sua una provocazione, però certamente è un richiamo alla grande Milano guidata dai sindaci socialisti degli Anni 80. Dobbiamo restituire l’anima a questa città e renderla accessibile».

Come si fa?

«Costruendo nuovi alloggi e non, diciamo, come è stato fatto fino ad oggi, dove ci sono gli indici edificatori più bassi. La sinistra non vuole costruire alloggi per il ceto medio e lo abbiamo visto anche nella impostazione del nuovo piano di governo territorio. Poi dando un segnale ai dipendenti pubblici destinando gli utili delle società partecipate, penso ad Atm, Amsa, ai dipendenti stessi».

Sulla mobilità l’altro giorno il candidato sindaco alle primarie del centorsinistra Lorenzo Pacini ha detto: «Sono pronto a scommettere qualsiasi cosa che se il centrodestra dovesse vincere le elezioni non cancellerà neanche una pista ciclabile». Cosa risponde?

«Io dico che anzi noi aumenteremo le piste ciclabili facendole con intelligenza, quindi dando come priorità la sicurezza dei ciclisti ed evitando che aumentino traffico e inquinamento, come abbiamo visto in Buenos Aires o in via Alserio. Il centrodestra non lascerà i temi ambientali alla sinistra, rispettando anche chi vuole utilizzare l’automobile per spostarsi».

Quindi Area B e Area C verranno cancellate?

«Allora Area C, diciamo, è uno strumento che oggi determina degli introiti considerevoli nelle casse del Comune, quindi non sarà facile eliminarle. Sicuramente noi modificheremo l’approccio della Polizia Locale che impiegheremo per presidi, per fare sicurezza».

Forza Italia?

«Noi stiamo lavorando per portare Forza Italia in doppia cifra e ad essere il primo partito del centrodestra a Milano».

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