Formazione democristiana, vocazione centrista, passione civica, il leader di Sud chiama Nord, Cateno De Luca, con i suoi 530 mila voti alle regionali del 2022, si sente corteggiato e punta in alto. In corsa per la presidenza della Regione Sicilia, il vulcanico ex sindaco di Messina e Taormina soprannominato “Scateno”, annuncia che il partito da lui fondato farà una scelta di campo, a livello nazionale, nel giro di due settimane.
Non avete deciso se stare con il centrodestra o con l’opposizione?
“Stiamo chiudendo accordi con movimenti civici in regione e fuori e la nostra strategia di sdoganamento a livello nazionale culminerà nel convegno del 27-28-29 a Roma”.
Intanto, litiga con un altro fondatore di movimento civico, Alessandro Onorato e lo sfida ad un confronto diretto accusandolo di diffondere fake news che la riguardano. Vi contendete spazio al centro?
“Quello dell’assessore di Gualtieri a Roma è finto civismo in provetta. Nelle scorribande preliminari alla formazione del suo movimento ci ha chiesto un incontro, ma quando ho capito i suoi progetti gli ho detto di non essere interessato a diventare una nuova corrente del centrosinistra e in particolare del Pd”.
Onorato ha risposto che lei sarà candidato governatore di Vannacci.
“Una supercazzola. Ha usato la strategia di farsi notare attaccandomi, perché non ha altri argomenti e non conosce il territorio. Che lui non stia al centro ma abbia scelto la sinistra prima c’erano indizi ora la prova, con la protesta contro il governo per la legge elettorale che prevede una raccolta di firme più numerose per i nuovi movimenti. Si è rivolto all’opposizione per il prestito di deputati necessari a presentarsi alle elezioni e per trovare una sigla che ha già partecipato al voto. Insomma, imita Vannacci con un’operazione uguale alla sua, forse gli ha chiesto consiglio. Io col mio movimento civico nel ‘22 sono arrivato secondo alle regionali, con il 26 % dei voti e non ho bisogno di nessuno. Vannacci non l’ho mai incontrato, solo i nostri sherpa si sono incrociati per le liste europee”.
Si sente vicino al centrodestra?
“Mi sono rifiutato più volte di entrare nel governo regionale, anche un anno fa, e ci sono state scintille con il centrodestra in Sicilia. Non cerchiamo assessorati per costruire consenso, rappresentiamo sindaci e palazzi municipali. Vogliamo portare avanti il nostro modello della buona amministrazione. Il nostro obiettivo a livello nazionale è chiaro, usare la strategia del cavallo di Troia per entrare in un contesto e cambiarlo dall’interno in meglio, mettendo a frutto la nostra esperienza”.
Al governo Meloni lei ha fatto diversi elogi, a partire dalla legge elettorale approvata dal Senato.
“Sì, è positivo che la premier abbia rotto il tabù delle preferenze, anche se solo per un terzo degli eletti, mentre il resto rimane nominato dai partiti. Se entrassi nel centrodestra una delle battaglie che farei è di arrivare almeno ai due terzi. La seconda cosa positiva che riconosco al governo è la Zes unica, la zona economica speciale, che ha avuto risultati importanti per lo sviluppo del Mezzogiorno. La terza è la stabilità dei conti pubblici, dopo i danni del reddito di cittadinanza e il bonus del 110 che ha causato un buco di bilancio”.
Le è anche piaciuto il taglio del bollo auto..
“Una tassa in meno è sempre un fatto positivo”.
In passato ha avuto contatti col Terzo Polo di Renzi e Calenda..
“Sì e sono entrambi vittime di un mancato accordo con Sud chiama Nord. Nel settembre ‘23 si lavorava ad un listone per le europee del ‘ 24 , ma Renzi preferì prendersi una mia senatrice ed è finita che per una manciata di voti non ha raggiunto il 4 %. Per un cambio d’idea repentino anche Calenda ha fatto la stessa fine”.
