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Questione sicurezza, Tajani: “Colpirne uno per educarne cento”. La replica degli avvocati: “No a pene esemplari”

Il ministro degli Esteri: “Dobbiamo dare dei segnali che garantiscano ai cittadini il fatto che i ceffi non possono agire impuniti”

Dal palco del “Villaggio della legalità” a Roma, dove era in visita, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha espresso il suo parere sulla questione sicurezza. All’affermazione di una donna presente tra il pubblico, che ha interrotto l’intervento del titolare della Farnesina gridando “noi, nelle nostre borgate, abbiamo bisogno di più sicurezza”, il vicepremier ha risposto invitando la magistratura ad una maggiore “rigidità”.

“Se la polizia locale o la Guardia di Finanza arresta qualcuno, si devono fare un altro turno. Se l’arresto ad esempio è a mezzanotte meno cinque, finiscono il turno ma devono stare tutta la notte in caserma a fare il verbale”, ha detto Tajani. “La mattina dopo vanno in tribunale, il magistrato lo rimette in libertà e mentre loro, dopo aver fatto 24 ore continuamente, si vedono quello che gli sorride in faccia la mattina dopo se lo ritrovano di nuovo che spaccia. Questo non va bene, quindi credo che serva molta più rigidità da parte della magistratura”. Il ministro ha proseguito sottolineando che il governo è dalla parte delle forze dell’ordine.

“Dico a tutti i magistrati che decidono sugli arresti che è vero che c’è un problema di carceri riempite ma dobbiamo anche dare dei segnali che garantiscano ai cittadini il fatto che i ceffi non possono agire impuniti”, ha aggiunto. “Colpirne uno per educarne cento: credo che serva e che anche alcuni magistrati debbano mettersi la mano sulla coscienza”.

Immediata la replica degli avvocati, per bocca del presidente dell’Unione delle Camere penali italiane, Francesco Petrelli: “L’idea di pene esemplari non abbia casa nello stato di diritto. La giurisdizione non é e non può mai essere intesa come un’arbitrario strumento di governo: il suo compito é quello di tutelare le garanzie e i diritti dei cittadini. Proprio perché la sicurezza è necessaria per ogni democrazia é anche necessario che sia perseguita nel rispetto dei principi della Costituzione”.

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