Si scrive 5Stelle ma si legge majjanan, «gra-tu-i-ta-men-te» in arabo. Conte, dal minareto, diffonde il verbo. I fedeli, in preghiera elettorale, fanno proseliti.
Chi sfruttando i ruoli istituzionali, altri in piazza, e poi per mare, sulla Flotilla, i cui attivisti – tra cui alcuni consiglieri M5s (ci arriviamo) – hanno appena boicottato il porto di Livorno.
La deputata Chiara Appendino informa il Giornale che è sua e non di altri (non del successore dem Lo Russo, per capirci) la paternità, pardon maternità della futura moschea di Torino: «L’ho autorizzata da sindaca (lo è stata dal 2016 al 2021, ndr) e ne vado fiera. Riqualificherà un’area degradata, offrendo sevizi a studenti e cittadini. È vergognoso come la destra strumentalizzi la questione usandola come arma di distrazione di massa per nascondere il suo fallimento sulla sicurezza. Invece di prendersela con la moschea», ha aggiunto Appendino, «pensino a mettere più volanti in strada, telecamere e controlli reali nelle periferie».
È la conferma di quello che scriviamo da giorni: tra i partiti di sinistra è tutti contro tutti per accaparrarsi il voto islamico. La deputata Stefania Ascari, che come svelato dal nostro quotidiano ha sponsorizzato alla raccolta fondi di Mohammad Hannoun, in carcere con l’accusa di essere l’uomo di Hamas in Italia, venerdì alla Camera ha ospitato Elyas, il figlio di Hussam AbuSafiya, quest’ultimo in galera in Israele, ritenuto un ufficiale del gruppo terroristico.
Titolo della conferenza: «Libertà per il dottor Abu Safiya». Il figlio del presunto terrorista ha tirato in ballo non solo Giorgia Meloni ma anche la figlia Ginevra. Abbiamo riportato la notizia e il capogruppo dei 5Stelle alla Camera, Riccardo Ricciardi, ieri è partito kefiah in resta: «È una polemica indegna. Non solo per l’insensata campagna d’odio contro la collega. Le parole del figlio del medico palestinese ospite dell’evento erano semplicemente un accorato appello rivolto alla Meloni sulla base del comune senso di amore filiale, nulla di offensivo. Siamo orgogliosamente al fianco di Ascari». Della quale ci sono foto pure con Riyad Albustanji, detenuto in regime di alta sicurezza aSassari. Ricciardi è lo stesso che alla Camera, per attaccare Israele, ha detto che in passato era stata una democrazia «a fare l’Olocausto», e in effetti Adolf era aperto al dialogo. Quasi dimenticavamo che nel cursus honorum della Ascari ci sono pure conferenze organizzate coi Carc (Partito dei Comitati di Appoggio alla Resistenza per il Comunismo).
I consiglieri regionali di cui parlavamo sono Irene Galletti e Luca Rossi Romanelli, i quali venerdì hanno partecipato alla manifestazione livornese per lo sciopero generale e consegnato a Francesca Albanese, loro regina dei pro Pal, un documento sull’attività svolta «per la causa palestinese».
Anche l’eurodeputato Gaetano Pedullà, ornato di kefiah, si è scattato un selfie con Hannoun in occasione di un evento pubblico, e a Bruxelles, tra la sinistra, si contende il ruolo di capo pro Pal con Mimmo Lucano di Avs.
Dario Carotenuto invece, entrato in parlamento a 44anni e con un reddito da 1.320 euro lordi all’anno nonostante un ricco curriculum tra cui spicca l’aver superato le selezioni come bassista in una band americana con cui ha realizzato un tour europeo, il Carotenuto dicevamo è stato tra i simboli della seconda tragicomica Flotilla. «Farò da scudo umano agli attivisti», aveva detto l’omone campano, poi tra i primi a farsi rispedire in Italia. La sua presenza ha offuscato quella del senatore Marco Croatti, altro flotillero, e questo non lo meritava.
