«Per un dipendente pubblico vivere a Milano o in un’altra città è molto diverso. Fa più fatica a vivere a Milano». Parola del sindaco Giuseppe Sala, intervenuto ieri al Meeting di Rimini. «In 45 anni di lavoro ho un’esperienza importante nel privato e nel pubblico. Dobbiamo fare uno sforzo per far sì che la carriera nel pubblico diventi più attrattiva» specie in città come Milano dove il costo della vita «è più elevato. Sarei pazzo se proponessi di tornare a discutere di gabbie salariali, ma i problemi non si nascondono sotto il tappeto. Per un dipendente pubblico vivere a Milano è molto diverso, qui si fa più fatica», ha sottolineato Sala. «Lo dico al ministro Zangrillo (presente al panel accanto a lui, ndr), se chiediamo che dalle città nasca questo cambiamento, dobbiamo aiutare gli amministratori delle grandi città a trovare formule per cui un dipendente pubblico sia pagato di più» ha aggiunto Sala. «Il nostro Paese, in un’epoca di intelligenza artificiale e globalizzazione, se continua a immaginare di avere un’amministrazione pubblica con 8mila comuni, 100 province che dovevamo cancellare e ci sono ancora, 14 città metropolitane e 20 regioni, non va da nessuna parte - ha sottolineato il sindaco -. Vai a dare risorse a questa pletora di istituzioni e non le metterai nelle condizioni di fare bene il loro mestiere. L’Intelligenza artificiale cambierà molto il modo di gestire il sistema pubblico anche in una grande città, credo che dobbiamo riflettere perché questo è un tema importante». «Siamo alla vigilia delle campagne elettorale - ha proseguito - e sarà triste se dovremo scannarci sulla sicurezza e non riusciremo a confrontarci su temi come questi». Insomma, «se crediamo che dalle città debba nascere questo cambiamento dobbiamo aiutare gli amministratori delle città a trovare formule per cui il dipendente pubblico deve essere pagato di più e meglio - ha ribadito il primo cittadino milanese -. Se un lavoratore rimane nel pubblico deve sapere che può fare una signora carriera, in un comune c’è tanto di quella complessità che si può cambiare». Lavorare nel pubblico «è di base penalizzante» ha aggiunto Sala «perchè si è retribuiti di meno, ci sono meno prospettive di sviluppo professionale e più rischi» come con la giustizia e la Corte dei Conti. Su questo aspetto Sala ha riportato il caso di Milano «dove semplifichiamo affermando che c’è la paura della firma ma quando i tuoi funzionari sono carichi di avvisi di garanzia, hai voglia a spiegare che è bello lavorare nel pubblico.

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