Non esiste un’unica soluzione. Per arrivare all’autonomia energetica bisogna sfruttare tutte le opportunità che la scienza e la ricerca mettono a disposizione soprattutto in un momento dove gli approvigionamenti, tra tensionie conflitti, sono più complicati e i prezzi dell’energia salgono. Ne è convinto il governatore Attilio Fontana che rilancia anche sul nucleare: «Ci crediamo e lo abbiamo sempre detto. Come Regione Lombardia abbiamo dato la nostra disponibilità a ospitare eventuali sperimentazioni sul nostro territorio» spiega Fontana durante un convegno sulla sovranità energetica a Palazzo Lombardia.
In Lombardia «abbiamo le condizioni per approfondire questa materia - aggiunge Fontana -, con centri di ricerca, competenze e operatori che già lavorano con realtà italiane e internazionali per sviluppare tecnologie sempre più avanzate e utili alla produzione di energia». Ospite del convegno anche il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini, che si definisce un «nuclearista convinto». E da milanese «mi piacerebbe - sottolinea Salvini - che Milano fosse la prima città ad avere un reattore nucleare». Anche perché «siamo circondati da paesi che hanno reattori».
Da qui la proposta di far diventare anche questo un tema da campagna elettorale: «Chiederò ai prossimi candidati sindaci di Milano di confrontarsi sul tema. La nostra città è sempre stata la capitale dell’innovazione. Chi si candida dovrà dire ai milanesi se la città dice sì o no al futuro» prosegue il vicepremier, pronto anche ad «evitare il blocco dall’1 ottobre» dei Diesel Euro 5 in tutta la pianura padana: «Come ministro di Trasporti ho chiesto la proroga perché danneggiare chi non si può permettere di comprare l’auto o il furgone nuovo non mi sembra intelligente - commenta -. Ci sono 500mila cittadini lombardi che rischiano di rimanere a piedi. A Bruxelles non si sono accorti che abbiamo le Alpi a Nord e gli Appennini a Sud: è più difficile il ricircolo dell’aria». Sul nucleare insiste anche il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, anche lui presente al convegno: «La sovranità energetica passa anche dal nucleare perché oggi consumiamo 310-315 miliardi di kilowattora e siamo in grado di produrne circa 260 miliardi l’anno».
Anche su questo la Lombardia può fare da apripista: «È la prima regione d’Italia per capacità produttiva, per innovazione e per modernità, quella che apre la strada al resto del Paese. Ciò che fa la Lombardia non solo va seguito con attenzione, ma va sostenuto». Il fabbisogno energetico sarà sempre maggiore in futuro, motivo per cui, osserva anche l’assessore regionale agli Enti locali Massimo Sertori, da un lato «occorre incrementare le fonti rinnovabili» e dall’altro «aprire al nucleare in sostituzione del gas».
