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In un anno 20mila mq pedonali. Piano parcheggi a fine mandato

L’assessore Censi: “Sempre meno posti auto su strada, la tendenza è quella”. Ma il Comune non ha creato alternative. E in sette mesi 1000 paletti dissuasori contro la sosta abusiva

Isola pedonale Milano
Via Montenapoleone Milano, dal 12 maggio attiva la ZTL, non ancora in funzione le telecamere però le pattuglie della polizia locale controllano i veicoli in transito.

Oltre 20mila metri quadrati di nuove aree pedonali realizzate solo nel 2025. E da inizio del 2020 sono aumentati del 49% gli itinerari ciclabili, del 38% le Zone a traffico limitato e si registra un +144% di strade con limitazione della velocità. Se a tutto ciò corrisponde un netto taglio dei posti auto - il consigliere di Forza Italia Alessandro De Chirico ieri nella Commissione dedicata al piano per la mobilità attiva «Mövès» del Comune ha sollecitato la quantificazione - la risposta in soldoni è che bisogna rassegnarsi, perchè come ha confermato l’assessore alla Mobilità Arianna Censi «c’è certamente una diminuzione di posteggi su strada ma è una tendenza che dovrà aumentare sempre di più. Lo spazio non è riproducibile». Riferisce che il Comune sta facendo «convenzioni con strutture private e la grande distribuzione per l’utilizzo dei parcheggi in orari notturni» e «creiamo le condizioni per altri spazi in struttura. In futuro bisogna anche immaginare la costruzione di case che abbiano a disposizione auto condivise a livello condominiale. Superiamo l’idea classica che avevamo dell’uso dello spazio pubblico». Peccato che la politica della riduzione dei posti auto da inizio mandato è proseguita in maniera rapida e inesorabile in tutte le zone, da piazza Stuparich a via Marina a via Gattamelata, ma il nuovo piano parcheggi arriverà - sempre sulla carta - solo a pochi mesi dal voto. De Chirico ha chiesto lumi. E Censi ha assicurato che «il Piano è pronto ma è un di cui del Piano di governo del territorio». Che a causa delle inchieste sull’urbanistica è rimasto a lungo nel congelatore, la vicesindaco Anna Scavuzzo presenterà una parziale revisione del Pgt in giunta entro l’estate, poi scatterà l’iter del voto in consiglio e la raccolta delle osservazioni. E passeranno anni prima che il famoso «di cui» venga messo a terra e si traduce in nuovi silos. Intanto, avanti tutta con la rete delle piste, le nuove «strade ciclabili» previste dal Codice della strada (con segnaletica ad hoc azzurra e precedenza alle bici), i cuscini berlinesi per rallentare la velocità delle auto - i dissuasori in gomma gialli e neri che hanno debuttato a fine 2025 in via Boncompagni al Corvetto, ora c’è un cantiere in corso in via Asiago, nel Municipio 2 - e la posa di dissuasori contro la sosta selvaggia. Come ha riferito ieri in Commissione l’assessore alle Opere pubbliche Marco Granelli, il Comune ne ha posati «circa mille in sette mesi, in 25 località». Censi ribadisce che «le famiglie single in città sono oltre il 57%. Il numero di auto in città è poco superiore a 700mila. Vogliamo ridurre il tasso di motorizzazione ma le auto per famiglia sono già meno dello 0,9. Le nostre politiche devono essere ancora più coraggiose e e potenti». Intanto, ironizza De Chirico, «è una Milano fantastica in cui ad agosto bisogno attendere i mezzi per delle abbondanti mezz’ore. Una larga fetta di cittadini fragili non può spostarsi in bici, e Milano non si svuota più d’estate». Per il capogruppo FdI Riccardo Truppo «le ciclabili ormai rappresentano la foglia di fico di una sinistra per non fare i conti con una mobilità disastrosa».

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