La deputata di «Noi Moderati» Michela Vittoria Brambilla (in foto) non arretra nella sua lotta contro la caccia. Non si tratta di «una battaglia di partito - ha affermato - ma di civiltà». È per questo motivo che Brambilla ha votato contro l'adozione come testo base della riforma della legge 157 sulla caccia approvata nei giorni scorsi dal Senato. Questo anche in virtù del suo ruolo come presidente della Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell'Ambiente e dell'intergruppo parlamentare per i Diritti degli animali. Dopo il voto però la deputata ha ricevuto diverse minacce sui suoi social: «Denuncerò l'aggressione subita da parte del mondo dei cacciatori», fa sapere descrivendo i cacciatori che le hanno mosso insulti come «violenti e non rispettosi delle idee degli italiani». Infatti, sarebbero circa 22 milioni i cittadini che credono che la caccia vada completamente abolita.
In ogni caso, la deputata sostiene di essere stata letteralmente coperta di insulti sessisti e bersaglio di minacce intimidatorie ma e ha specificato che «al testo sono state abbinate quattro mie proposte di legge». Proprio per questo motivo la deputata ha sottolineato che continuerà a esercitare il proprio mandato parlamentare «rispettando la volontà degli italiani, in nome di tutte le associazioni ambientaliste e animaliste e per conto dell'Italia che teme per la propria integrità fisica». E ha ricordato che nella scorsa stagione venatoria sono state uccise 11 persone e 31 sono state ferite.
Proprio ieri si è celebrato il primo anniversario della legge che porta il suo nome «che garantisce finalmente tutela giuridica a tutti gli animali, indipendentemente dalla specie» e «inasprisce in maniera importante le pene per chi commette reati nei loro confronti, con previsione di carcere effettivo e multe abbinate di migliaia e migliaia di euro». Brambilla ha infatti concluso dicendosi orgogliosa dei traguardi e ha ribadito che «non mi fermerò».