«Io sono qui e qui rimango Non mi farò eliminare dai pm»

«Nonostante l'assedio e la violenza dell'ultima settimana contro di me, sono ancora qui. Se qualcuno pensava di scoraggiarmi, spaventarmi o svilirmi ha sbagliato di grosso. Io sono qui, e resto qui più determinato e convinto di prima».
È un Silvio Berlusconi risoluto ma dai toni pacati e, alla fine, persino visibilmente commosso per l'accoglienza, quello che accende la folla, convenuta in piazza Duomo a Brescia.
Un Berlusconi che riafferma l'appoggio del Pdl alla maggioranza e al governo, che sottolinea le promesse che aveva indicato nel suo programma elettorale e che è riuscito a mantenere, come l'abolizione dell'Imu sulla prima casa, e rilancia la necessità di riforme urgenti per alleviare la pressione fiscale sugli italiani e per ridare al nostro Paese una giustizia più equa e imparziale.
«Ai magistrati politicizzati mando a dire che potrete farmi di tutto ma non riuscirete mai ad impedire a milioni di italiani di volermi alla testa del Popolo della Libertà. Se qualcuno pensava di spaventarmi e di intimidirmi si è sbagliato di grosso e resterà deluso. Il Pdl non si fa spaventare e non si fa intimorire. Questo siamo noi e più noi diciamo amore e più forte è la loro invidia e odio. E quanto più vogliono buttarci addosso intolleranza e odio tanto più cresce il nostro amore e passione per la libertà».
«Vedete - dice il Cavaliere con un sorriso amaro - i giudici sono imparziali, vogliono eliminarmi a tutti i costi. Così avevo pensato di dedicarmi al mio grande Milan per farlo ritornare ad essere grandissimo ma poi ho deciso di restare qui e da protagonista. Tutti mi hanno chiesto una parola una risposta una reazione dopo l'ultimo assurdo atto giudiziario, dopo la condanna che ho dovuto subire questa settimana che ha indotto a qualcuno a pensare da parte mia ad un fallo di reazione che avrebbe messo a repentaglio la vita del governo. Come sempre anche in questo caso si sono sbagliati. Noi intendiamo continuare a sostenere questa maggioranza e questo governo».
«Ma - tiene a sottolineare il leader del Pdl - la riforma della giustizia resta una necessità prioritaria per gli italiani. Ieri sera ho voluto rivedere un filmato, quello in cui Enzo Tortora davanti ai giudici afferma: “Io sono innocente e spero dal profondo del cuore che lo siate anche voi”. Vedete, purtroppo è questo il sentimento di tantissimi italiani che entrano ogni giorno nel tritacarne infernale della giustizia. Io ho le spalle larghe, ho i mezzi per difendermi, ma quando queste stesse cose capitano ad un cittadino qualsiasi come può impedire che la sa famiglia venga distrutta o la sua impresa vada in rovina? Può capitare a tutti semplicemente perché qualcuno ha deciso di farci del male. E questo può accadere per qualsiasi ragione».
Quindi, prima di concludere, il Cavaliere traccia la fotografia delle altre riforme e delle altre idee di cambiamento che, da sempre ha in testa ma che non ha potuto attuare quando era al governo, perché, ricorda «il governo nel nostro Paese ha solo il potere di mandare proposte al Parlamento e in più deve fare i conti con l'ostruzionismo dei piccoli partiti e così Fini e Casini hanno potuto bloccare le riforme». Per rilanciare l'economia la ricetta di Berlusconi resta quella che gli ha fatto guadagnare consensi in campagna elettorale: «L'Imu, l'odiosa tassa sulla casa, che dovrà essere definitivamente abolita, l'Iva che non deve aumentare e quel mostro che si chiama Equitalia che va ridimensionato perché imperversa sulle nostre famiglie e sulle nostre imprese. Poi zero tasse per chi assume un giovane, un cassintegrato, un disoccupato. E, per dare una scossa positiva alle attività delle imprese togliere la camicia di forza delle troppe leggi e della troppa burocrazia».
Ancora uno sguardo alla folla che lo applaude. Ancora un po' di commozione e poi il saluto: «Sono rimasto sorpreso e sopraffatto dalla vostra calorosa accoglienza».

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