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L’Italia parteciperà al summit di Rubio sul "terrorismo rosso". Opposizioni sulle barricate

Un sottosegretario del governo Meloni rappresenterà l’Italia al convegno sul terrorismo rosso organizzato da Marc Rubio negli Usa

L’Italia parteciperà al summit di Rubio sul "terrorismo rosso". Opposizioni sulle barricate
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Giorgia Meloni sta pensando di inviare una rappresentanza di livello politico, un sottosegretario, al summit organizzato dal segretario di Stato americano Marco Rubio a Washington sul tema del cosiddetto ‘terrorismo rosso’. Durissime le reazioni dell’opposizione.

“Vogliamo sapere se il governo Meloni ha accolto l'invito ed intende partecipare all'incontro o si è dichiarato non disponibile ad aderire", chiede Avs con un'interrogazione parlamentare di cui Nicola Fratoianni è primo firmatario, rivolta alla Presidente del Consiglio e al ministro degli esteri. "E vogliamo anche sapere -nel caso abbia aderito all'invito, se intende con urgenza riferire al Parlamento le motivazioni dell'adesione e quali obiettivi intende perseguire con la partecipazione all'incontro promosso dall'Amministrazione Usa”, si legge ancora in una nota.

E infine vogliamo sapere se corrisponde al vero che nel giugno scorso sarebbe stata inoltrata una richiesta di informativa su Gruppi e Associazioni di Sinistra italiane e se a tale richiesta è stata data riscontro e nel caso se intenda con urgenza riferire al Parlamento. Secondo il Washington Post l'incontro ha suscitato costernazione anche tra funzionari di carriera e politici statunitensi, temendo che si tratti di un tentativo dell'amministrazione Trump di utilizzare potenti strumenti antiterrorismo per reprimere gli attivisti statunitensi considerati estremisti di sinistra. E l'incaricato della operazione è Sebastian Lukács Gorka nominato da Trump come Vice Assistente del Presidente e Direttore Senior per l'antiterrorismo nel Consiglio di Sicurezza Nazionale, discusso personaggio legato a formazioni neofasciste". "Appare evidente -avverte Avs- come l'obiettivo dell'incontro internazionale previsto per il prossimo 16 luglio è quello di tentare di imporre agli Stati invitati una strategia diretta a criminalizzare e reprimere, rappresentandola come minaccia globale, ogni forma di critica, di dissenso e di organizzazione diretta a contrastare le politiche e la visione dell'amministrazione Trump e delle forze sovraniste di destra. L'eventuale partecipazione e il coinvolgimento dell'Italia a questo incontro sarebbe gravissimo e in contrasto con i principi costituzionali e ordinamentali del nostro Paese, tanto più che l'iniziativa, è fortemente avversata anche negli stessi Stati Uniti".

Anche Angelo Bonelli, l’altro co-fondatore di Avs, attacca il premier: "La decisione del governo Meloni di inviare un sottosegretario al vertice convocato dagli Stati Uniti contro il cosiddetto ‘'terrorismo rosso’' è molto grave. Ancora una volta - dice - l'Italia sceglie di subordinarsi alla logica autoritaria di Donald Trump". Il leader di Europa Verde ricorda: "Negli Stati Uniti sono stati definiti terroristi gli studenti che protestavano in difesa della Palestina, le università, i cittadini scesi in piazza contro l'ICE e persino i giornalisti”. Bonelli non ha dubbi: “Tutto ciò che non si uniforma al pensiero trumpiano viene trasformato in una minaccia da reprimere”. E poi aggiunge: “Il terrorismo deve essere combattuto in tutte le sue forme, ma qui non siamo di fronte alla lotta al terrorismo: siamo di fronte a una guerra dichiarata contro il dissenso. Chi contesta Trump viene criminalizzato e indicato come terrorista". Secondo Bonelli, "l'Italia avrebbe dovuto prendere le distanze da questa iniziativa, non legittimarla con la propria presenza” in quanto “la democrazia si difende garantendo la libertà di manifestare, di informare e di dissentire, non partecipando a nuove cacce alle streghe ideologiche'.

Molto duro anche Riccardo Magi, segretario di +Europa, commenta: "Dopo il berretto di Antonio Tajani al Board of Peace, ecco una nuova indecorosa missione fuori porta per raccogliere altri gadget elettorali made by Maga". Secondo Magi, “sarebbe stato più che opportuno che il governo italiano non partecipasse all'ennesima iniziativa di propaganda dell'amministrazione Trump che strumentalizza sicurezza e azione antiterrorismo ai fini dello scontro politico interno e per distrarre dai fallimenti dell'amministrazione sul piano internazionale ed esterno”.

Il segretario di +Europa chiede al governo di chiarire il senso della sua partecipazione all’evento e lo invita a dire a Rubio “che oggi non esiste un pericolo rosso transnazionale e che oggi per le democrazia liberali è ben più forte il pericolo eversivo rappresentato dall'involuzione illiberale degli Usa di Trump”. Dal Pd arriva l’affondo del deputato Enzo Amendola: "Dopo il berretto di Antonio Tajani al Board of Peace, ecco una nuova indecorosa missione fuori porta per raccogliere altri gadget elettorali made by Maga".

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