“La legge sul consenso informato è una legge di libertà perché attribuisce alle famiglie la possibilità di scegliere nel rispetto dell’articolo 30 della nostra Costituzione e fra l’altro impone di informare le famiglie, informarle correttamente”. Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, intervistato da Esperia, risponde così alla segretaria del Pd, Elly Schlein che, interpellata sull’attentato di Berlino, ha chiesto di fermare il ddl Valditara.
A tal proposito, il ministro si è detto “sorpreso e anche amareggiato” per le parole della Schlein a cui replica affermando “che non si può parlare di un disegno di legge quando ci troviamo di fronte ad una legge votata dal Parlamento” e ribadendo che questa “non è una legge liberticida, ma una legge che aumenta la libertà dei cittadini”.
Valditara smonta le “fake news” raccontate finora su questa legge e spiega che la norma stabilisce “un principio fondamentale che è quello affermato nelle nuove linee guida sull’educazione civica e nelle nuove indicazioni nazionali, cioè nei nuovi programmi scolastici”. Il ministro sottolinea che, per la prima volta, è stata introdotta “l’educazione al rispetto, l’educazione a relazioni corrette, l’educazione all’empatia, l’educazione al contrasto di ogni violenza di genere come obiettivi obbligatori di apprendimento”. E aggiunge: “Non lo aveva fatto il PD in passato, lo facevano spontaneamente alcune scuole, noi lo abbiamo reso obbligatorio”. Valditara ricorda i percorsi di formazione degli insegnanti avviati con Indire “perché sappiano, all’interno delle lezioni di educazione civica e delle lezioni disciplinari, educare al rispetto, alle relazioni corrette, all’empatia, al contrasto di ogni tipo di violenza e anche della violenza di genere”. Valditara spiega, poi, che “fra l’altro non è vero che questa legge abolisce l’educazione sessuale, al contrario la rafforza ovviamente l’educazione sessuale in senso biologico”. Ma non solo. La legge prevede anche “l’educazione alla prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili, cosa che - dice Valditara - la sinistra non aveva mai introdotto nei programmi scolastici”. Il ministro, poi, entra nello specifico della legge sul consenso informato che impedisce di insegnare ai bambini di scuola elementare “le cosiddette teorie gender, cioè quelle teorie per cui l’identità di genere sarebbe un fenomeno puramente culturale, non fondato su basi biologiche, e cioè teorie per cui oltre al genere maschile e femminile ci sarebbero altri generi”. Una norma pensata “perché - dice Valditara - non hanno gli strumenti per affrontare serenamente problematiche così complesse, per comprendere problematiche così complesse”. Il ministro, poi, aggiunge: “Per quanto riguarda invece i ragazzi dalle medie in su riteniamo opportuno che siano le famiglie, in attuazione dell’articolo 30 della Costituzione, a decidere se i loro figli debbano affrontare problematiche legate all’identità di genere”. In questo caso, si tratterà di lasciare la parola agli esperti come medici, scienziati e psicologi e non ad “associazioni che magari vogliano indottrinare a spese della scuola, indottrinare i nostri figli fornendo una informazione molto superficiale”. Valditara, infine, invita Schlein “a informarsi meglio” perché “anche sulla educazione all’affettività l’onorevole Schlein rischia di raccontare delle fake news”. E conclude: “se per educazione all’affettività intende educare all’empatia, educare all’empatia affettiva, relazionale, educare alle relazioni positive, corrette, noi per la prima volta le abbiamo introdotte nelle nuove indicazioni nazionali, cioè nei nuovi programmi scolastici, nelle nuove linee guida sull’educazione civica, loro non l’hanno fatto”.
