Milano è ancora la prima città italiana per numero di reati denunciati in rapporto ai residenti, oltre 7mila denunce registrate nel 2025 ogni centomila abitanti (per un totale di 228.287 delitti complessivi) ed è l’unica tra le prime cinque città (tutte guidate da sindaci del centrosinistra) a crescere ancora rispetto all’anno prima, segna un +0,6%. Al secondo posto c’è Firenze (-2,9), terza Roma (-5,3) poi Bologna (-0,3) e Torino (-4,3). Si ritrova il segno «più» al sesto posto occupato da Genova (+4,1%). É quanto emerge dalla nuova edizione dell’Indice della criminalità del Sole24Ore basato sui dati consolidati del Ministero dell’Interno. Su scala nazionale le denunce scendono dell’1,8% ma la metropoli milanese continua a guidare la classifica e a crescere leggermente, complice anche secondo il ricercatore della Cattolica intervistato dal Sole, la quantità di city users non conteggiati tra i residenti (turisti, studenti, lavoratori) e «la vita notturna più accentuata che concentra le maggiori criticità». Tant’è, andando a monitorare le varie tipologie d reati, Milano è prima in Italia per le rapine (4.129 denunce, ossia 126,6 ogni 100mila abitanti), seguono Firenze e Prato, prima per i furti (118.322 totali, 3.637,2 in rapporto ai residenti), seguono Firenze e Roma, è seconda, dopo Torino, per i danneggiamenti. Quinto posto per le violenze sessuali denunciate, con un totale di 633 casi, quasi due al giorno. E colpisce che il più recente sia avvenuto, domenica intorno alle sette, in via della Spiga, subito arrestato un 28enne marocchino. Il report indica l’incidenza dei non italiani sul totale degli arrestati o denunciati: Milano è seconda, dopo Prato, gli stranieri sono il 55,4%. I minori il 7,3% delle persone segnalata.
Sul tema sicurezza si giocherà buona parte della campagna elettorale. «I dati confermano che è una delle grandi emergenze della città - sottolinea il capogruppo leghista Alessandro Verri -. Preoccupano in particolare i dati su stranieri e minori. Il Comune per troppo tempo non ha voluto considerare l’allarme voltandosi dall’altra parte. Ora il governo rafforzi il presidio del territorio, la Lega propone di schierare 10mila militari nelle città italiane». Verri chiama in causa anche il Ministero della Difesa, e forse non è un caso visto che c’è un derby aperto per la candidatura a sindaco del centrodestra tra il sottosegretario Matteo Perego di Cremnago e la leghista Silvia Sardone. Che rimarca che Milano è prima «per furti e rapine, i reati di strada più odiosi. E oltre la metà dei delinquenti è straniera, anche se la sinistra si vanta di un inesistente modello di integrazione. Solo un sindaco di centrodestra può invertire la rotta con presidi fissi sui vigili, nuclei specializzati sui mezzi». Beppe Sala si infuria: « Una volta arriva il Capo della Polizia Pisani e dice che i reati sono in calo, poi arriva l’analisi del Sole, che rispetto, ma non c’è altro da fare che lavorare. Tanti politici fanno gli sciacalli, e magari sono anche un po’ responsabili».
Forza Italia ha promosso ieri un incontro sul tema giovani, scuola, «maranza», presenti tra gli altri la commissaria cittadina Cristina Rossello e il vice Fabrizio De Pasquale e il candidato sindaco azzurro Matteo Perego di Cremnago. La prossima giunta, sostiene Fi, dovrà chiedere l’istituzione di un pool con magistrati e forze dell’ordine per agire in maniera più efficace sul fenomeno delle bande di giovani che delinquono, incrociando le banche dati. Fi chiederà anche un potenziamento del carcere minorile Beccaria, «sia in termini di agenti che di educatori». Perchè «bisogna agire sia sul fronte repressivo che educativo». Quindi «un fondo da 2 milioni per offrire voucher da 200 euro ai ragazzi di famiglie meno abbienti, per iscriversi a scuole calcio, in palestra. Il Comune «deve sviluppare attività integrative in modo che i ragazzi impegnino bene il tempo». E più fondi agli oratori. Perego ribadisce che contro la delinquenza minorile «è necessario coinvolgere e responsabilizzare maggiormente le famiglie, anche rispetto all’abbandono scolastico. Se rinunciano agli studi rischiano di entrare in una spirale di delinquenza».
