Lo slogan è «il Futuro torna a Milano», le parole d’ordine «esperienza, disciplina, onore e servizio». Primi manifesti e prima uscita pubblica ieri per il generale in pensione Carmelo Burgio a un mese dall’annuncio della candidatura a sindaco di Milano per Futuro Nazionale. Il lancio di Roberto Vannacci scatenò subito polemiche: «Saprebbe come rastrellare Rogoredo». Burgio sottolinea il condizionale e precisa che ha usato il gergo militare ma «equivale ai servizi ad alto impatto». Ma la sicurezza è «la precondizione per tutto», poi il programma («non ancora pronto») partirà «su altri temi» concreti, dalla mobilità alla casa. Parte affermando che la Milano di Sala è «molto ricca ma penalizza chi ricco non è» ad esempio «con le ztl di Area B, Area C». É romano e alle critiche risponde che la bazzica da 15 anni e «da 15 anni governano sindaci milanesi, essere nati qui non mi sembra una grande garanzia». Sul tema sicurezza un’altra bordata a Sala. Un sindaco «non è il primo attore, ma quand’ero a Trapani e Caserta» come comandante provinciale dei Carabinieri «era importante averlo dalla nostra parte. Non sarebbe mio compito fare lo sceriffo ma se ho 50-60 vigili in campo per un servizio vado e ci metto la faccia. Sala? Se ogni volta che si fa un servizio critica Sul caso Ramy, c’è stato persino chi (Franco Gabrielli, ndr.) ha detto che l’inseguimento non andava fatto: o non ne capisci niente ed è meglio che stai zitto o ne capisci troppo e stai cercando il consenso della tua base. Sala che dice diamo al padre di Ramy l’Ambrogino d’oro mentre su un poliziotto accoltellato alla stazione bisogna pensarci, per me non è dalla parte dello Stato ma dalla sua maggioranza». Critica la demolizione di San Siro («un sacco di soldi per lo smaltimento, avrei puntato sul recuperato») e vuole «vederci chiaro» sulle inchieste sull’urbanistica («in tante inchieste per via di regole ben addomesticate qualcuno ne è uscito fin troppo bene»), le ciclabili, il passaggio delle case popolari da Aler a Mm. Da sindaco darebbe più risorse ai Municipi perchè «hanno poco e nulla e in periferia mancano strutture sportive, i parchi sono devastati. Quando accentri tutto ti viene automatico spendere tutto nel salotto buono». Non sa quali margini di manovra abbia un Comune ma darebbe un taglio ai bonus a pioggia agli immigrati: «Le mogli degli italiani lavorano, le loro ricevono il sussidio e pure gli altri benefit, dal posto all’asilo alla casa popolare, senza togliere la quota che hanno già ricevuto». E «fuori irregolari ed extracomunitaria che delinquono».
La sinistra lo definisce fascista, per gruppi di estrema destra è «troppo moderato». Il «fascismo-antifascismo quanto si parla di governa della città è n problema di poco conto» premette Burgio. Sfilerebbe «certamente» al corteo del 25 Aprile perchè «rappresenta tutti quelli che sono caduti con onore, qualsiasi divisa o fazzoletto abbiano portato, ci sono anche tutti quei partigiani che fino al giorno prima erano convintamente fascisti. Lo scempio del corpo e della memoria non mi appartiene. E la storia va raccontata tutta. C’è stata gente che ha sbagliato, da una parte e dall’altra». Anche se sottolinea che quella del fascismo «è stata una politica fallita, trovo criminale mandare la gente a morire in guerra senza possibilità di potersi difendere e potersela giocare». Domandone sulle alleanze. «Se per il bene del centrodestra mi si dovesse chiedere un passo indietro lo farei senza pensarci, per me è importante il bene della squadra. Io resto un uomo di destra, auspico si trovi una quadra a livello nazionale per una coalizione forte».
