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La corsa a sindaco, Civita tira dritto: “In campo anche senza i partiti”

Il patron di Panino Giusto attacca: “So che la politica ha le sue logiche, ma io non mollo”

"A Milano c'è delusione, la sinistra si può battere"

La speranza è che il centrodestra alla fine possa convergere sul suo nome, ma intanto il fondatore di Panino Giusto Antonio Civita manda un messaggio chiaro e senza troppi giri di parole: la sua candidatura a sindaco andrà avanti a prescindere. «Auspico di poter raccogliere le adesioni di tutto il centrodestra e del mondo moderato però andrò comunque avanti perché ci credo, c’è già una parte importante che mi sostiene tra cui tanti giovani, le aziende e le associazioni che stanno credendo in questo progetto. Mi sembra doveroso per Milano» ha spiegato durante la presentazione, insieme ad alcuni ragazzi di Rete Popolare, del suo programma per la città. A partire da una consapevolezza di fondo: «Milano sta raggiungendo un punto di non ritorno per quanto riguarda il costo della vita: se non si fa qualcosa il rischio è che il ceto medio abbandoni la città».Civita ha replicato anche a chi gli chiedeva di Maurizio Lupi, il leader di Noi Moderati che il presidente del Senato Ignazio La Russa spinge come candidato della coalizione: «Lupi è un eccellente politico e una persona che ama e conosce Milano ma non credo che sia la risposta che Milano sta cercando, però è giusto anche che lui faccia il suo percorso» ha spiegato, ricordando di aver già ricevuto l’appoggio del partito Liberaldemocratico. L’ultimo incontro ravvicinato con Lupi risale al 20 luglio a casa appunto del presidente del Senato e colonnello di FdI La Russa - «apprezzo sempre le iniziative che cercano di fare sintesi» ha commentato. Attorno a un tavolo per due ore gli auto-candidati sindaci del centrodestra: Civita, l’avvocato Antonino La Lumia, che ha lanciato l’associazione Dialoga di «ispirazione liberale, l’ex presidente di Assolombarda Alessandro Spada, l’ex esponente di Forza Italia Pietro Tatarella e l’ ex assessore della Giunta Moratti Giovanni Terzi.

A proposito di Forza Italia - presenti ieri alla presentazione della bozza di programma l’europarlamentare e presidente di Rete Popolare Massimiliano Salini, il vice coordinatore cittadino Fabrizio de Pasquale e l’ex sindaco Gabriele Albertini - Civita dice: «Ho sempre sentito vicino il mondo di Forza Italia però la politica non gioca solo il tavolo di Milano, ha tanti equilibri». Anche il leader di Azione Carlo Calenda «ha sempre fatto degli apprezzamenti sulla mia persona, però credo che anche lui stia cercando di capire le evoluzioni di tutto il mondo politico milanese - ha osservato -. Sì è detto che la partita finale si giocherà nel tavolo di Roma, ma l’ho sempre saputo: è evidente che ci sarà un momento di sintesi tra Meloni, Salvini e Tajani.

Aspettiamo quel momento, nel frattempo noi però abbiamo lavorato e abbiamo presentato un programma che ha più di 150 progetti». Se da un lato Civita punta a smuovere le acque e a far sapere al centrodestrache non ha nessuna intenzione di mollare il colpo, dall’altro il suo è un appello perchè si cominci a lavorare compatti. «Il centrodestra stia attento: l’impressione è che al momento le comunali non siano in cima alle priorità ma questo atteggiamento è pericoloso perchè allontana i cittadini dalla politica. E questo sarebbe un errore imperdonabile, anche perchè credo che ci siano tutte le condizioni per vincere - sostiene -. Per creare un gruppo bisogna rinunciare a ognuno a un pezzettino, se nessuno rinuncia a nulla non si fa gruppo e se non si fa gruppo non si vince niente.

Quindi spero che la politica capisca. Auspico di poter raccogliere le adesioni di tutto il centrodestra e del mondo moderato, però andrò comunque avanti».

Non si fa attendere la replica di Noi Moderati con il deputato Alessandro Colucci: «Noi Moderati ha sempre sostenuto che il valore da cui partire è l’unità del centrodestra. È su questo presupposto che si costruisce una proposta credibile per Milano. Abbiamo guardato con favore alle diverse disponibilità e candidature emerse in queste settimane, interpretandole come il segnale di una diffusa volontà di riconquistare il governo della città. Ma forzare una candidatura a prescindere dal centrodestra, come ha dichiarato Antonio Civita, non rappresenta un’apertura: al contrario, è una chiusura che si pone al di fuori del percorso unitario della coalizione».

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