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Pista da ghiaccio, concerti e Rai. Fondazione Fiera cala il tris d’assi

Il presidente Bozzetti: “A ottobre le partite di hockey, poi il palazzetto da 45mila posti e il Centro di produzione”

Un anno Giovanni Bozzetti, ex assessore in Comune nella giunta di Gabriele Albertini, raggiungerà domani il suo primo anno alla presidenza di Fondazione Fiera Milano

Milano rischia di diventare anche capitale del ghiaccio. Ora c’è anche la data del battesimo, visto che a ottobre Fondazione Fiera consegnerà la Ice Arena e la neonata squadra Ice Hockey Milano già giovedì 8 ottobre sfiderà l’Innsbruck. Solo un aperitivo, seppur internazionale, perché domenica 11 il ghiaccio si farà bollente per il derby d’Italia contro le star del Bolzano. «Ma poi - assicura Giovanni Bozzetti - spazio anche per gli appassionati del pattinaggio artistico e di figura, perché aspettiamo anche le famiglie e i bambini». L’occasione dell’annuncio è la scadenza del suo primo anno alla presidenza di Fondazione Fiera, un’occasione per fare qualche bilancio e raccontare progetti in dirittura d’arrivo o già abbozzati. Ieri, davanti al notaio, la firma dell’accordo con la società di gestione della struttura da 4mila posti, di cui la Fondazione sarà proprietaria al 25%, con l’altro 75 sarà in capo alla Federazione italiana Sport su ghiaccio. Fiera Ice Arena Academy il nome dell’impianto al servizio della squadra di hockey, ma che sarà anche centro federale del pattinaggio artistico e delle altre discipline del ghiaccio.

In dirittura d’arrivo anche il Live Dome, dove sono stati iniziati i lavori per la torre scenica, lì dove c’era l’anello dello speed skating e che a primavera diventerà «la più grande struttura per eventi sportivi, congressuali e musicali d’Europa, con una capienza fino a 45mila spettatori». Consentendo a Milano di entrare nel circuito dei grandi concerti non solo estivi.

Cronoprogramma fissato a ottobre 2028 per il nuovo Centro di produzione Rai che, dopo gli allestimenti, potrà sostituire quello vetusto di Corso Sempione già nei primi mesi del 2029. «Ho visitato il cantiere - assicura Bozzetti - e siamo perfettamente in tempo. Sarà un fiore all’occhiello con un’anima di legno e una di alluminio: avremo 12 grandi centri locali di produzione avveniristici e 65mila mq di superficie». Già ottenute le certificazioni Leed e Gold, il 70% dei materiali utilizzati nella costruzione saranno riciclabili.

«Un anno fa, quando sono stato nominato - spiega Bozzetti -, mi sono fatto questa prima domanda: la Fondazione deve limitarsi a gestire il proprio patrimonio o invece deve fare altro? La risposta è che deve creare valore: per il territorio e per i cittadini. Non vogliamo essere i custodi di quello che c’è, ma i costruttori del suo futuro, trasformando gli asset della Fondazione in un motore di sviluppo, innovazione e competitività al servizio delle nuove generazioni». Perché «valorizzando il Made in Italy si valorizzano le fiere italiane, il mondo imprenditoriale, i giovani e i talenti. Questo è un volano di sviluppo economico: siamo il primo sistema fieristico italiano per fatturato e quasi 5 milioni di visitatori all’anno. Tutti guardano a Milano e a quello che fa il nostro quartiere fieristico». E per questo proprio a Milano prosegue il progetto della Fondazione di creare un Museo interamente dedicato al Made in Italy.

Al capitolo «valorizzazione del patrimonio della Fondazione», il nuovo hotel di via Scarampo e quello nel Centro servizi della Fiera. E poi l’ospitalità alle Case del Made in Italy a disposizione degli imprenditori, i Master dell’Accademia, la valorizzazione dell’Archivio storico, le mostre come quella sulle edizioni storiche della Fiera organizzata all’Adi Museum, la scommessa su Miart. E il progetto del portale in cui tutte le istituzioni culturali del territorio potranno gestire una pagina con alo loro storia e i loro appuntamenti. «Così un imprenditore che pianifica la sua presenza in Fiera, potrà arrivare avendo già acquistato un biglietto per la Scala, per il Piccolo o per Brera».

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