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Le Famiglie sospese: “Da Sala solo parole”

Il comitato delle Famiglie sospese scrive una lettera aperta al sindaco Giuseppe Sala

Sala alle famiglie sospese: "Ok a tavolo con procura e costruttori"

«Abbiamo letto come il Comune abbia attivato uno scudo legale e un supporto psicologico per i dipendenti dell’ufficio urbanistica coinvolti nell’inchiesta. Comprendiamo che anche loro stiano attraversando un momento difficile, e non lo contestiamo. Ma ci chiediamo, con altrettanta legittimità: e le famiglie sospese? Chi tutela noi, che non abbiamo firmato nessun atto contestato, non abbiamo responsabilità nei procedimenti in corso, e che da due anni paghiamo mutui per case che non possiamo abitare, o restiamo bloccati in affitti o soluzioni di emergenza che dovevano terminare o essere solo temporanei»: così il comitato delle Famiglie sospese in una lettera aperta al sindaco Giuseppe Sala.

Continua la lettera: «A settembre 2025, dopo l’incontro in Prefettura, lei ha dichiarato: “Sono disposto a tutto per risolvere il problema”. A gennaio 2026 ha aggiunto: “Siamo vicini a trovare una soluzione per le famiglie sospese”». Tuttavia «sono passati altri sei mesi da quell’ultima dichiarazione.

Da quel “siamo vicini” a oggi, per noi non è cambiato nulla.

I cantieri restano fermi. Le case restano sequestrate o bloccate. Le vite restano, appunto, sospese».Poi l’appello: «Signor Sindaco, le sue parole di settembre e di gennaio ci avevano dato speranza, ma sono rimaste parole. Oggi torniamo a chiederle di trasformarle in atti concreti. Le chiediamo di riconoscere un fatto semplice: né un provvedimento della magistratura né un atto del Comune, da soli, potranno mai dare a tutti noi una certezza stabile e definitiva.

Solo una legge dello Stato può farlo, perché solo il Parlamento può stabilire regole chiare e uguali per tutti, valide anche per il futuro. Per questo Le chiediamo di farsi portavoce diretto di questa richiesta presso il Governo. Le chiediamo di essere, come ha detto di voler essere, “disposto a tutto”: e di mettere quella disponibilità al servizio di chi da due anni aspetta solo una cosa, la fine della paralisi che ci tiene sospesi».

Il Comune in questi giorni ha fatto sapere che i dipendenti in forze alla direzione Rigenerazione urbana avranno alcune garanzie in caso di processo legato alle vicende sul caos urbanistica.

La decisione è frutto di un accordo con le rappresentanze sindacali dei lavoratori.

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