Giuseppe Cruciani non le manda a dire. E quando Paola De Micheli prova a impartire lezioni sulla povertà e sulle difficoltà economiche degli italiani, il conduttore della Zanzara perde la pazienza e inchioda l’esponente del Partito Democratico alle responsabilità del suo partito. Teatro dello scontro lo studio di Dritto e Rovescio, il programma di Paolo Del Debbio in onda su Rete 4, dove il dibattito sulle manifestazioni studentesche si trasforma rapidamente in un acceso botta e risposta.
A innescare la polemica è proprio Cruciani, che punta il dito contro l’opposizione, accusata di cavalcare qualsiasi protesta pur di attaccare l’esecutivo. “A me pare una cosa e cioè che l’opposizione di tutti i tipi faccia il suo mestiere e cioè salire in groppa a qualsiasi malcontento che c’è nel Paese e dunque approfittare della situazione contingente del caro prezzi e promuovere manifestazioni cercando di abbattere così il governo”, osserva il giornalista. E rincara la dose: “Nulla di nuovo… i giovani scendono in piazza ma non si sa perché”.
Una ricostruzione che non piace alla De Micheli. La deputata dem difende le proteste, rivendicandone addirittura i risultati politici: “Segnalo che queste manifestazioni hanno avuto già delle conseguenze nella politica italiana perché oggi è arrivata la convocazione di un grande numero di sigle sindacali per discutere della manovra”. Poi insiste sulla necessità di ascoltare il malcontento sociale, chiamando in causa i quattro milioni di lavoratori poveri e la battaglia del Pd per il salario minimo.
Ma è quando l’ex ministra prova a descrivere le difficoltà quotidiane delle famiglie che Cruciani esplode. “Quando guadagni 2.000 euro al mese e fai fatica a pagare il dentista di tuo figlio, ti incazzi”, sostiene la parlamentare piddina. Una considerazione che scatena l’immediata reazione del deus ex machina della Zanzara: “Non accetto lezione sulla povertà dalla De Micheli. Cos’avete fatto in 20 anni voi? Giorgia Meloni non governa da 15 anni”.
Una replica durissima, che centra il punto politico della questione. Perché è facile presentarsi oggi come paladini dei lavoratori in difficoltà, decisamente meno semplice spiegare cosa sia stato fatto per risolvere gli stessi problemi quando si occupavano le stanze dei bottoni. Ed è proprio questa la contraddizione che Cruciani mette sul tavolo: la sinistra denuncia le condizioni economiche degli italiani, ma sembra dimenticare i lunghi anni trascorsi al governo.
La De Micheli prova a chiudere la polemica rivendicando il ruolo dell’opposizione, che “ascolta la protesta e prova a dare delle risposte in parlamento e negli altri luoghi”. Poi auspica un governo capace di riconoscere i propri errori. Peccato che la domanda di Cruciani resti sostanzialmente senza risposta: cosa ha fatto la sinistra quando aveva la possibilità di intervenire direttamente?
