Roberto Formigoni, presidente di Regione Lombardia dal 1995 al 2013, l’aeroporto di Malpensa è nato sotto la sua legislatura «Malpensa è nato nel 1998, in precedenza esisteva come pista minore. Nel 1998 si è deciso di trasformarlo in un grande aeroporto internazionale».
Come andò?
«Ci fu una collaborazione tra la Regione, che fu promotrice del progetto, e il Governo Prodi. E ci fu una lunga trattativa con la Commissione Europea perchè per essere riconosciuto come scalo internazionale doveva rispondere a caratteristiche particolari. Costruimmo la linea ferroviaria da Cadorna a Malpensa e potenziammo i collegamenti con tutte le province lombarde».
E Orio al Serio?
«Era un aeroporto secondario, ma conobbe un grande sviluppo e si affermò come scalo internazionale. I milanesi sentivano Linate come loro aeroporto perchè Malpensa era considerato lontano: io mi sgolai a dire che dal Duomo il tempo per arrivare a Linate era identico a quello per raggiumgere Malpensa. La distanza era più psicologica che reale, e soprattutto se guardiamo i gli scali internazionali sono raggiungibili in un’ora e mezza dalla città mentre per Malpensa bastano 35 minuti».
Qual era il progetto per Malpensa quando non esistevano ancora le low cost?
«Esistevano le compagnie internazionali tradizionali, cioè Alitalia per l’Italia, Lufthansa, eccetera. L’idea era di collegare Milano e quindi la Lombardia e l’Italia a tutto il mondo, in modo che da Malpensa partissero voli per il maggior numero di destinazioni possibili. Poi sopravvenne la crisi di Alitalia».
Malpensa ha conosciuto fasi alterne. L’altro giorno Sea ha rilanciato con un piano di sviluppo da 600 milioni. A fronte della crisi del petrolio, dei rincari de i voli e della concorrenza «interna» di Orio, come vede il futuro?
«Siamo stati facili profeti nel volere Malpensa accanto a Linate e poi Orio al Serio. Mi permetta di ricordare che Orio è nato grazie a una spinta della Regione e ora ha raggiunto quasi 10 milioni di passeggeri l’anno. Abbiamo superato il Covid, la nascita delle low cost, supereremo anche questa crisi: la tecnologia sarà sfidata a produrre aerei che consumino sempre meno e il traffico aereo è destinato ad aumentare».
Venerdì Malpensa sarà intitolato a Silvio Berlusconi...
«Innanzitutto ricordo che nel 2001 salì al governo proprio Berlusconi. Gli parlai subito del progetto di Malpensa aeroporto intercontinentale destinato a servire l’imprenditoria lombarda. Lui si prodigò con finanziamenti e provvedimenti tecnici. Mi ricordo che il giorno del suo funerale, a chi mi chiedeva “Come ricorderemo Berlusconi?”, mi venne l’intuizione dell’intitolazione dello scalo, che è il collegamento della Lombardia e dell’Italia col mondo. Oltre al fatto che esiste una tradizione internazionale di dedicare i grandi scali a personaggi politici di spicco».
Come giudica le polemiche del centrosinistra, a partire da quella del sindaco Sala?
«Meschine. La sinistra soffre del solito riflesso pavloviano, per cui quando sente nominare Berlusconi, comincia a dire che ha fatto tutto male».
