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Obesità, farmaci gratis. In Regione c’è una legge

Il Consiglio ha approvato un testo per contrastare la malattia. Aiuti a chi si trova in stato di fragilità economica, prevenzione e presa in carico

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La Lombardia è la prima regione a dotarsi di una legge finalizzata a prevenire e a curare l’obesità. Lunedì il Consiglio del Pirellone ha approvato all’unanimità il progetto di un testo presentato dal gruppo di Forza Italia, relatore Giulio Gallera e primo firmatario Jonathan Lobati. «L’intento è quello di applicare a livello regionale i principi introdotti dalla legge nazionale 149 di un anno fa che ha riconosciuto l’obesità come malattia cronica e recidivante» ha chiarito Giulio Gallera. Tre i punti: un tavolo permanente che abbia il compito di costruire campagne di prevenzione mirate.

«Occorre una sensibilizzazione diffusa nelle scuole, fra gli insegnanti, nei posti di lavoro. Acclarato che i chili in eccesso rappresentano una vera malattia, la prevenzione deve comprendere un’educazione alimentare, l’avviamento all’attività fisica o allo sport». In Italia 23 milioni di persone sono in sovrappeso (2,6 milioni in Lombardia) e 5,6 milioni sono obese (880mila in Lombardia). Oltre al tavolo permanente la legge istituisce «un percorso preventivo diagnostico terapeutico assistenziale (Ppdta)» per la presa in carico multidisciplinare con il coinvolgimento del medico di base, dei pediatri e dei servizi territoriali. Significa che le persone con chili di troppo, che faticano a rispettare le regole dei pasti bilanciati e l’abitudine a muoversi, saranno seguiti periodicamente. Incontreranno nutrizionisti, psicologi e specialisti, e faranno esami. Infine «per la prima volta in Italia, il sistema sanitario regionale garantirà gratuitamente il farmaco a base di semaglutide ai pazienti con obesità severa che si trovano in difficoltà economica» ha anticipato Gallera. Il medicinale è una delle terapie per i diabetici (per costoro il costo è carico del sistema sanitario). Oltre a tenere sotto controllo la glicemia la molecola favorisce la riduzione del peso corporeo, diminuendo al contempo massa grassa e massa magra (perciò la sua assunzione va affiancata all’attività fisica). La novità è che il Consiglio regionale darà un contributo alle persone obese con fragilità economica. I criteri verranno stabiliti dalla giunta. Secondo Gallera lo stanziamento iniziale sarà di 2 milioni e 400mila euro (la terapia costa 300 euro al mese), mentre per le attività di informazione e prevenzione verranno destinati 900mila euro, «è un provvedimento concreto, che trasforma il riconoscimento dell’obesità come patologia in strumenti di cura e assistenza».

Secondo i dati Istat il 43% della popolazione adulta è in eccesso ponderale, il 33% è in sovrappeso e il 10% obeso. Il quadro si fa più preoccupante se si pensa ai bambini e agli adolescenti, più del 25% dei bambini tra gli 8 e i 10 anni è in sovrappreso o obeso. «Dell’obesità italiana è stato anche calcolato il costo: 13 miliardi - ha aggiunto Gallera - se si considerano gli interventi di chirurgia bariatrica (per ridurre il volume dello stomaco), le malattie provocate e il costo dell’assenza dal lavoro e dell’inattività».

Più del 60% delle persone obese presenta almeno un fattore di rischio cardiovascolare maggiore (ipertensione, dislipidemia o diabete) ed è stato stimato che una riduzione del peso corporeo del 5-10% può diminuire il rischio cardiovascolare in modo significativo migliorando pressione arteriosa, glicemia e profilo lipidico.

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