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La sinistra rimane senza idee. E Salvini : “Ora gli extraprofitti”

Dal bollo auto al tetto su benzina e diesel: opposizione polemica senza proporre nulla

Il leader di Europa Verde,Angelo Bonelli, chiude l�evento �Milano 27, uscire dai margini� organizzato da Avs alla Santeria Toscana a Milano, 26 settembre 2026. ANSA/MOURAD BALTI TOUATI

C’è un filo che lega tutte le sortite dell’opposizione contro il governo Meloni, ed è la sistematica incapacità di leggere un dato economico senza trasformarlo in polemica. Si taglia il bollo auto e si grida al regalo elettorale. Si proroga il taglio delle accise e si parla di presa in giro. Eni introduce un tetto volontario ai prezzi e diventa, testuale, «marketing al servizio dei fossili». Il copione cambia poco, cambia solo chi lo recita di volta in volta tra Pd, M5S e Avs.Anche in maggioranza si registrano movimenti. La Lega, che ha salutato con favore la scelta di Eni di rinunciare volontariamente a incassi milionari, definendola «un segnale concreto e di responsabilità», ha nuovamente auspicato che in legge di Bilancio arrivi «un contributo ancora più rilevante dalle grandi banche». Gli utili degli istituti di credito italiani nel 2026 sono attesi intorno ai 50 miliardi, dunque da lì può giungere il «sostegno di famiglie, lavoratori, imprese». Una proposta di responsabilità sociale che però non scivola nella logica del prelievo forzoso che innerva l’intera piattaforma del centrosinistra.Perché sui numeri servirebbe onestà intellettuale, non riflessi pavloviani. L’Italia paga l’elettricità il doppio di Francia e Spagna (145 euro/Megawattora contro 80 e 73 rispettivamente), dove l’esecutivo Meloni ha adottato vari calmieri senza scassare i conti come Pd, M5s e Avscleare tiene i prezzi bassi da anni. Non è un dettaglio da poco che a osteggiare quella fonte, in Parlamento europeo come in quello nazionale, sia stato proprio il Pd, che ha sostenuto senza troppi distinguo la linea green di Ursula von der Leyen. Chi ha approvato quelle decisioni a Bruxelles non può poi stracciarsi le vesti a Roma per il caro energia che ne è la conseguenza diretta.Sul bollo auto, va detto, la vulgata dell’opposizione fa acqua da tutte le parti. Angelo Bonelli ha bollato la norma come Una mossa alla «Cetto La Qualunque», sostenendo che tolga «2,3 miliardi alla sanità e ai servizi pubblici». Francesco Boccia, capogruppo dem al Senato, ha parlato di «festi-val della demagogia» senza spiegare da cosa arriverebbe, secondo lui, un’alternati-va. Giuseppe Conte ha liquidato tutto come «una presa in giro da campagna elettorale permanente». Nessuno di loro, però, ha una proposta diversa da mettere sul tavolo: solo l’accusa, buona per ogni stagione, di clientelismo.Sulle accise il paradosso si fa ancor più evidente. Elly Schlein ha chiesto di«abbassarle subito per tutti», intimando al governo di «smettere di fare cassa sui carburanti», salvo poi bollare come «una presa in giro» le stesse proroghe quando arrivavano puntuali. Giuseppe Conte ha accusato l’esecutivo di trovare «subito miliardi» solo per le armi. Il problema è che nessuno di loro, quando era al governo, ha fatto meglio: quei 7,3 miliardi di tagli alle accise spesi dall’esecutivo Draghi, calcolati dalla Cgia di Mestre, saranno pure il triplo dei 2,6 miliardi oggi contestati a Meloni. Solo che questi ultimi sono tutti spesati a bilancio, mentre quegli altri li stiamo ancora pagando sotto forma di debito.Anche sull’energia il refrain non cambia: Bonelli definisce il governo «totalmente azzerbinato agli interessi dei giganti dell’Oil & Gas» quando Eni introduce un contributo volontario. La sostanza, dietro le formule, è sempre la stessa: se non è una tassa, per loro non è una soluzione. È l’unica grammatica economica che conoscono.

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