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La trappola contro Renzi e lo 007 Mancini. Un intrigo maturato con Conte premier

“La destra ha ottenuto quello che voleva e ha fatto saltare un programma. Ma è l’ultima volta”

Il leader di Italia Viva Matteo Renzi (sx) e il presidente del Movimento 5 stelle Giuseppe Conte durante l’evento “60 under 30” organizzato dalla Link University, Roma, Venerdì 19 Settembre 2025 (Foto Roberto Monaldo / LaPresse) Italia Viva party leader Matteo Renzi and Five Star Movement president Giuseppe Conte during the "60 under 30" event organized by Link University, Rome, Friday, September 19, 2025 (Photo by Roberto Monaldo / LaPresse)

Il trappolone di Report avviene durante il Conte II. Tutta Italia, compresa Fiano Romano, è a un passo dal Natale. Il 23 dicembre l’ex premier Matteo Renzi e l’allora dirigente del Dis Marco Mancini si incontrano nell’arcinoto Autogrill. Il secondo è in odore di promozione: può arrivare al vertice dei servizi segreti. La trasmissione di Report rappresenterà una cesura storica, un colpo alla carriera dello 007: Mancini verrà persino «prepensionato». E sull’Autogrill permarrà il segreto di Stato fino alla decisione (di rimuoverlo) di Giorgia Meloni. Chi volesse scoprire i contenuti del summit, oggi, dovrebbe soltanto chiedere a chi può rispondere. Magari esiste anche qualche documento in cui il motivo di quell’incontro è scritto nero su bianco.

Ai tempi, però, si fece parecchio retroscenismo. Giuseppe Conte, intervistato dall’Identità, quotidiano diretto all’epoca da Tommaso Cerno, commentò la vicenda. E disse di aver saputo della trasmissione di Report «verso la fine del suo governo», quand’era ancora presidente del Consiglio. Ma il servizio della trasmissione di Sigfrido Ranucci andò in onda a maggio, cinque mesi dopo l’incontro Renzi-Mancini: il leader grillino era già stato sostituito a Palazzo Chigi da Mario Draghi. Una vera e propria gaffe, che ai tempi venne commentata pure da Renzi: «La cosa è interessante. Ma come faceva Conte a sapere dell’incontro all’Autogrill con Mancini verso la fine del suo governo, quando la notizia diventa pubblica a maggio del 2021? A maggio 2021 il premier era già Draghi da tre mesi Strano, no? Conte si confonde oppure mente oppure nasconde qualcosa?». Le domande che ne seguirono furono automatiche: qualcuno aveva mostrato il servizio di Report al leader del Movimento 5 Stelle prima che venisse mandato in onda? Oppure, più semplicemente, il leader pentastellato aveva confuso i periodi? La questione, come tanti aspetti di questa spy story, non è stata risolta. Certo, una vittima conclamata c’è: è Marco Mancini, che è passato dal poter diventare la «prima scrivania» dei servizi segreti italiani a perdere il lavoro in un battibaleno. Da quando IlGiornale è tornato a occuparsi del caso, sono fioccate le reazioni. Tra queste, quella di Michele Anzaldi, ex parlamentare d’Iv che, intervistato da Mowmag, ha sposato la tesi del «criticabile avvicinamento politico» quale ragione alla base dell’incontro di Fiano Romano. Un approccio, sempre politico, «che come si può sentire nell’intervento di Renzi al Senato è avvenuto più volte da parte di Conte». Il segreto di Stato - come premesso - non c’è più. Elisabetta Belloni, ex guida del Dis, è stata sentita a Ravenna nell’ambito di indagini difensive di Mancini. Alle domande sui rapporti tra Report e i servizi segreti (e non solo), ha eccepito il segreto di Stato. Fare chiarezza ora si può. Certo, qualche elemento è emerso. Report, per identificare un agente in servizio, ha utilizzato Carlo Parolisi, ex Aise, definito da un Gip «fonte» della trasmissione di Ranucci.

A commentare poi il servizio in video, è stato Marco Bernardini, ex collaboratore dell’Aise, legato professionalmente a Carlo Parolisi. Qualcuno di questi uomini è in qualche modo legato a Conte? Scavando, le domande, e magari le risposte, sui legami tra la trasmissione di Ranucci e l’intelligence aumentano.

Intanto sul caso Report irrompe anche Elly Schlein e difende Sigfrido Ranucci: «La destra ha ottenuto esattamente quello che voleva - dice alla Festa dell’Unità di Genova - far sparire un programma ritenuto scomodo. Da lì anni di attacchi e querele a Ranucci e reporter. Io dico una cosa questo è l’ultimo governo che mette a becco sulla Rai».

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