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“L’aborto non è un diritto, educazione militare a scuola, cambio sesso sui minorenni reato universale”: Vannacci svela le nuove proposte del suo programma

Tra i nuovi punti: via le unioni civili e deroga al Patto Ue per la natalità, stop a contenuti gender e omosessuali in tv, soldati contro il degrado in città

Dall’aborto ai contenuti gender e omosessuali, fino alla pillola e all’educazione alla difesa alle scuole superiore. Vannacci svela nuovi dettagli del programma. E ogni punto fa già discutere. “Oggi sul sito di Futuro Nazionale sarà online la seconda parte della Base Ideologica e Programmatica. Dopo la prima, dedicata a remigrazione ed economia, questa volta mettiamo al centro ciò che decide il futuro di una Nazione: la famiglia, le politiche di riattivazione demografica, la difesa della vita, la sovranità digitale, la cyber sicurezza, il sociale e le scelte di difesa”, spiega il leader. Ecco i nuovi punti.

Aborto e pillola, cosa propone Vannacci

L’aborto non è un diritto”, le associazioni pro-vita devono entrare nei consultori e la pillola abortiva Ru-486 non deve essere somministrata in regime ambulatoriale o domiciliare. L’ex generale mette famiglia, natalità e interruzione di gravidanza al centro del nuovo capitolo della ‘Base ideologica e programmatica’ di Futuro Nazionale.

La linea parte dalla legge 194, che Futuro Nazionale non propone di cancellare ma sulla quale chiede di spostare il baricentro sulla prevenzione dell’aborto e sul sostegno alla maternità. Tra le misure indicate figurano la presenza delle associazioni pro-vita nei consultori, “l’informazione sul battito fetale”, aiuti economici per le gravidanze difficili e lo sviluppo dell’adozione prenatale.

Per la Ru-486, invece, il programma punta a vietarne la somministrazione in regime ambulatoriale o domiciliare. Ma la stretta va oltre. Il programma riconosce il concepito ”come soggetto titolare di interessi giuridicamente tutelati" e propone di considerare il bambino già durante la gravidanza ai fini dell’accesso a bonus e agevolazioni, dalle borse di studio alle case popolari. Previste anche aggravanti per i reati commessi contro donne incinte che provochino la perdita del nascituro.

Nel pacchetto entra anche la proposta di istituire un ministero della Vita, della Famiglia naturale e dell’Identità e di fissare al 25 marzo una ‘Giornata nazionale della vita nascente’, insieme a un Piano nazionale per la vita nascente e la prevenzione dell’aborto. Futuro Nazionale punta inoltre rendere obbligatoria una “culla per la vita” in ogni ospedale dotato di un reparto maternità e sostenere le case rifugio destinate alle donne incinte in condizioni di vulnerabilità.

Stop a contenuti gender e omosessuali in tv, reato universale per cambio sesso su minorenni

Nella seconda parte della “Base Ideologica e Programmatica ”di Futuro nazionale per Vannacci, nella parte dedicata a demografia, famiglia, vita e identità, rilevanza viene data anche alla questione gender.

In particolare, si chiede il divieto, “con previsione di reato universale, di interventi chirurgici di riassegnazione del sesso, ormoni cross-sex e bloccanti della pubertà sui minorenni; per gli adulti, esclusione del finanziamento pubblico degli interventi chirurgici di riassegnazione”, ma anche l’estensione della fascia protetta televisiva 6-23 con tanto di divieto di contenuti audiovisivi genderisti/omosessualisti quando possano essere esposti i bambini e il rifiuto di direttive internazionali volte alla promozione dell’agenda Lgbt.

Nel merito dell’utero in affitto (maternità surrogata), la proposta è quella “di innalzare la pena a 5-10 anni; contrarietà alla fecondazione eterologa”. Poi si chiede il divieto di trascrivere atti che attribuiscano al medesimo bambino due madri o due padri: nessuna menzogna in materia d’anagrafe e l’interdizione dai pubblici uffici per chi viene condannato per utero in affitto, essendo reato analogo alla riduzione in schiavitù.

Mentre per quanto riguarda il capitolo delle adozioni e degli affidi, sono riservati solo “per la famiglia, composta da un uomo e da una donna coniugati (eccezione per i casi di affido ai non coniugati parenti stretti dei genitori); procedure più rapide preservando controlli rigorosi sull’idoneità degli adottanti”.

Via le unioni civili e deroga al Patto Ue per la natalità

Ancora, via le unioni civili e il matrimonio come unico istituto di coppia. E, per provare a invertire la crisi delle nascite, una deroga al Patto di Stabilità europeo che permetta di spendere sulla natalità mettendola davanti al Green deal e al riarmo. Questa la ricetta di Roberto Vannacci contro la “crisi demografica” considerata la “principale emergenza nazionale”.

Il matrimonio rimane l’unico istituto di coppia, perché solo la procreazione ha rilievo pubblico”, afferma Vannacci. Il programma propone quindi l’abrogazione delle unioni civili e indica nella famiglia fondata sull’unione tra uomo e donna il modello da sostenere con politiche fiscali e abitative, asili nido e congedi.

Educazione militare a scuola e soldati contro il degrado in città

Tra le proposte contenute nel nuovo capitolo del programma di Futuro Nazionale, anche l’educazione militare che entra a scuola e l’Esercito che viene dispiegato nelle zone più degradate delle città, con nuovi poteri per intervenire.

Vannacci, infatti, punta ad allargare il ruolo delle Forze armate sul territorio e rivendica la sovranità dell’Italia nelle scelte sulla Difesa, ribadendo il no all’obiettivo Nato del 5% del Pil e al programma europeo Safe.

Nelle scuole superiori, FnV punta a introdurre moduli di ”educazione alla difesa e alla sicurezza nazionale", per far conoscere ai ragazzi il ruolo delle Forze armate e attirare verso la carriera militare “i migliori giovani con i caratteri adeguati”. Prevista anche la partecipazione volontaria a campi e attività esterne di “formazione per educazione militare con valenza civica”.

L’altro fronte sono le città: i militari potrebbero essere impiegati, insieme alle forze di polizia, nelle aree con “elevati livelli di criminalità e degrado”, oltre che a difesa di infrastrutture strategiche e luoghi sensibili. L’obiettivo è riaffermare “presenza, controllo e legalità” dello Stato.

FnV “rigetta con fermezza” l’obiettivo di portare la spesa militare al 5% del Pil e sostiene che né la Nato né altre organizzazioni sovranazionali debbano decidere quanto l’Italia deve spendere per la difesa. Le risorse, afferma, devono rispondere alle “reali necessità strategiche italiane” senza sacrificare altre priorità. Ferma contrarietà anche a Safe, lo strumento europeo di prestiti per la difesa, considerato nuovo debito legato alle priorità di Bruxelles. Sui confini, torna in campo la Marina: il programma propone di rafforzare la sorveglianza nel Mediterraneo con “pattugliamenti e interdizioni mirate” contro l’immigrazione illegale, nel rispetto del diritto internazionale.

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