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Le perplessità di Elly: è troppo indipendente e moderato

L’ex giornalista ha cercato un incontro con la segretaria dem: ma gli è stato negato

La segretaria del Pd Elly Schlein alla Festa dell'Unita'�a Genova, 1 settembre 2026. ANSA/Alessio Cassaro

L’ufficialità ancora non c’è. Ma l’ipotesi di una candidatura di Mario Calabresi a sindaco di Milano ha spiazzato il Nazareno. Raccontano che Elly Schlein (foto) sia indecisa sul da fare. Nei colloqui riservati con il suo cerchio magico la segretaria avrebbe espresso perplessità sull’ex direttore di Repubblica e de La Stampa, perché assai autonomo rispetto alle dinamiche interne di partito e poco di sinistra. Non è un caso che sia stato subito esaltato da Matteo Renzi, Carlo Calenda, e da tutta la galassia riformista.

Perplessità che al Nazareno sono emerse quando Calabresi, nelle scorse settimane, attraverso i consiglieri più vicini a Elly, ha cercato un incontro con la segretaria che sarebbe stato negato.

Al contempo la segretaria del Pd non si aspettava un’accelerazione, così improvvisa, da parte del giornalista. Non pensava, la numero uno del Pd, di dover subito affrontare la questione Milano. Visto che in questa fase l’affaire primarie nazionale e il progetto del campo largo appaiono più caldi. Al più si ritiene che forse il giornalista avrebbe dovuto avvisarli del passo indietro da direttore editoriale di Chora Media e dalla presidenza del consiglio di amministrazione di Be Water Content, cioè il gruppo che comprende Chora e Will Media. In sintesi, sarebbe stato opportuno un messaggio, una telefonata, un’anticipazione. Una telefonata c’è stata ma solo nel pomeriggio di martedì. Una telefonata tra Igor Taruffi, responsabile organizzazione del Pd e super schleniano, e lo stesso Calabresi. Al centro della conversazione il futuro di Milano e va da sé la candidatura del giornalista e la postura del Pd. Su quest’ultimo punto il messaggio di Taruffi a Calabresi è stato un ni.

Ed è un ni che Schlein estende anche ad altri profili che circolano, come quello di Pierfrancesco Majorino, su cui non pare essere convinta, nonostante faccia parte della segreteria nazionale. Non ha fretta Elly di sbrogliare la matassa milanese. Meglio non prendere posizione. «È presto, stiamo seguendo e supportando il percorso del Pd di Milano che si concentra sui temi». Se ne riparlerà. Ai piani alti del Nazareno vorrebbero evitare le primarie. Ma se non dovessero riuscirci il Pd nazionale non appoggerebbe esplicitamente qualcuno. Escamotage per non opporsi esplicitamente al figlio del commissario Calabresi.

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