Stavolta pare che Bruno Tabacci abbia detto no. Il presidente di Centro democratico, che già in passato aveva messo il proprio simbolo al servizio di piccoli partiti in difficoltà nella raccolta delle firme, non sarebbe intenzionato ad aiutare Progetto Civico di Alessandro Onorato.
Il nuovo partito dell’assessore allo Sport del Comune di Roma, infatti, per presentarsi alle prossime elezioni Politiche, dovrà superare lo scoglio della norma “anti cespugli” introdotta con la nuova legge elettorale. La norma prevede di raccogliere fino a 6mila firme per ogni collegio, per un totale di circa 450 mila firme, ma le formazioni politiche che hanno una rappresentanza parlamentare ne sono escluse.
Nel 2018, Tabacci strinse un accordo con Emma Bonino e il simbolo di Centro Democratico finì accanto a quello di +Europa, mentre nel 2022 si alleò con Luigi Di Maio che, uscito dal M5S a guida Giuseppe Conte, aveva fondato Impegno Civico. Anche in quel caso, il simobolo di Centro Democratico finì accanto a quello del partito dei dimaiani, i quali furono così esonerati dalla raccolta firma. Stavolta, però, la storia pare che non si ripeterà. “Cedere il simbolo? Cedere cosa? Cosa vogliono fare? Vogliono andare con Conte?”, ha detto Tabacci al Foglio che, poi, ha ammonito: “Esplicitino i loro programmi, i loro progetti e vediamo. Comunque ognuno raccoglierà poi le firme che deve raccogliere”. Il leader del Centro Democratico, infatti, guarda con maggior interesse a Più Uno, il progetto politico dell’ex direttore dell’Agenzia delle entrate, Ernesto Maria Ruffini, il quale guarda a sua volta a Casa Riformista di Matteo Renzi. “Quella di Ruffini è una proposta seria. Ha scritto un libro sulla costituzione di mille pagine, è un servitore dello stato. I civici invece vanno anche bene, me per fare cosa?”, disse al Foglio Tabacci tempo fa. E così l’assessore Onorato, secondo quanto riferisce il quotidiano diretto da Claudio Cerasa, è in stretto contatto con i leader del campo largo per trovare i tre parlamentari necessari a costituire la componente parlamentare la cui nascita consentirà di evitare la raccolta delle firme.
