Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 03:38
Interni

Legge fine vita. In Regione il 15 settembre 15mila firme

“La storia di Domenico ha evidenziato il problema dei tempi delle procedure”

Domenico Zuccarella, 59 anni, affetto da sclerosi multipla secondariamente progressiva, morto il 25 agosto dopo aver ottenuto l'assistenza del Servizio sanitario regionale lombardo, in una foto tratta da Facebook. FACEBOOK / DOMENICO ZUCCARELLA +++ ATTENZIONE L'ANSA NON POSSIEDE I DIRITTI DI QUESTA FOTO CHE NON PUO' ESSERE PUBBLICATA SENZA L'AUTORIZZAZIONE DELLA FONTE DI ORIGINE CUI SI RINVIA +++ NPK +++

Il 15 settembre, l’Associazione Luca Coscioni depositerà, presso il Consiglio regionale della Lombardia, lben 15mila firme raccolte a sostegno della proposta di legge regionale di iniziativa popolare Liberi subito, che chiede di garantire tempi e procedure certi per la verifica delle condizioni e l’attuazione del suicidio medicalmente assistito. Le firme raccolte sono oltre il triplo rispetto alle 5.000 necessarie. Il deposito arriva dopo la morte di Domenico Zuccarella (nella foto), 59 anni, affetto da sclerosi multipla, il cui percorso per ottenere l’accesso al suicidio medicalmente assistito si è concluso per la prima volta all’interno del Servizio sanitario regionale lombardo dopo 290 giorni, oltre nove mesi, dalla presentazione della richiesta. «La storia di Domenico ha evidenziato il problema dei tempi delle procedure. Dopo la richiesta presentata nel novembre 2025, sono seguiti mesi di attesa, solleciti e diffide, fino al ricorso d’urgenza al Tribunale», spiega l’Associazione Luca Coscioni che lo ha seguito. La proposta Liberi subito nasce proprio dalla necessità di garantire che il percorso previsto dalla sentenza n. 242 del 2019 della Corte costituzionale possa essere attuato attraverso procedure uniformi e senza ingiustificati ritardi. In Lombardia una prima proposta di legge regionale di iniziativa popolare sul tema era stata depositata nel gennaio 2024 con 8.000 firme. A novembre era stata però bloccata in Aula con l’approvazione di una questione pregiudiziale di costituzionalità. Due sentenze successive della Corte costituzionale, hanno chiarito la possibilità per le Regioni di intervenire sulla disciplina degli aspetti organizzativi e procedurali relativi all’accesso al suicidio medicalmente assistito. Da qui la nuova raccolta firme per ripresentare la proposta in Lombardia, attraverso un testo di legge arricchito dalle indicazioni della Corte costituzionale.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.