È continuata anche ieri la polemica per l’esclusione dello storico ambientalista e consigliere comunale Carlo Monguzzi, scomparso a giugno, dalla lista dei nuovi iscritti al Famedio. Una polemica che da esponenti in carica della sinistra, conoscendo i meccanismi e potendo facilmente chiedere delucidazioni alle compagne di partito Elena Buscemi, presidente Pd del consiglio comunale, la dem Roberta Osculati o gli assessori della giunta Sala Sacchi e Romani che hanno partecipato alla Commissione che decide la rosa dei nuovi iscritti nel Pantheon di Milano, poteva essere velocemente archiviata. Per prassi, da anni vengono esclusi gli amministratori locali, così è stato - nei casi più recenti - per l’assessore Roberta Guaineri, morta nel 2024, o per il consigliere Luigi Amicone, nel 2021. Sarà proposto, come gli altri, per l’Ambrogino d’Oro alla Memoria. Monguzzi ha battagliato fino alla fine (tra l’altro) contro la demolizione dello stadio di San Siro e contro il greenwashing della giunta Sala, è diventato un simbolo della discontinuità che contraddistingue l’inizio di campagna elettorale del centrosinistra. E quindi, tra gli altri, il capogruppo regionale dem Pierfrancesco Majorino, tra i nomi in pole per il dopo Sala, si dice «davvero dispiaciuto per quel che è accaduto, spero che si riesca a trovare molto presto una soluzione, anche andando oltre le polemiche. Prendiamoci tutti un impegno, il nome deve essere iscritto al Famedio al più presto». In campo i consiglieri Pd Michele Albiani («inaccettabile, che pena») o Alessandro Giungi («inspiegabile e doloroso»).

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