Insieme sono convinti di riuscire a intercettare «tra i 40mila e i 60mila voti». E avvertono che «al centrodestra manca indicativamente il 7/10% per giocarsi davvero la partita per Milano». Il patron del Panino Giusto Antonio Civita, il primo ad essersi offerto come candidato sindaco del centrodestra a metà gennaio, e l’ex Fi Pietro Tatarella che ha fatto lo stesso passo a fine giugno, hanno unito le forze e ieri hanno lanciato la lista civica «Tu», che si presenterà probabilmente anche a Sesto e in altri Comuni dell’hinterland al voto nel 2027. Il nome è rimasto quello dell’associazione fondata da Civita mesi fa. E le loro candidature «rimangono in campo». Ma intanto puntano ad attirare i voti degli indecisi e riformisti moderati con un contenitore che, sulla carta, sarà a supporto del centrodestra («se i partiti vorranno davvero aprire»). E precisano che «non significa che ha un assegno in bianco. Siamo convinti che la nostra proposta possa raggiungere e superare quei numeri, indipendentemente da chi sarà il candidato, se uno di noi o qualcun altro. La partita è assolutamente aperta». Ma «è necessario che si verifichino condizioni importanti. E la prima riguarda il profilo del candidato. Non è fondamentale che sia una persona nota, ma credibile, capace di raccogliere la fiducia dei delusi». Al momento nel tris politico sul tavolo dei leader - il sottosegretario Matteo Perego di Cremnago proposto da Forza Italia e in pole position, la leghista Silvia Sardone e il presidente di Noi Moderati Maurizio Lupi - Tatarella sostiene che «Lupi mi sembra quello con più possibilità di vincere, per conoscenza della città. Non è un endorsement, penso che il suo momento giusto fosse nel 2011, oggi forse è un po’ consumato da tutti gli anni passati a Roma». Nello stesso tempo è Civita a escludere Sardone perchè «non è il momento di nomi divisivi». E entrambi criticano le prime mosse di Perego: «La campagna non sta iniziando bene se il centrodestra pensa che basti andare a fare i reporter al boschetto di Rogoredo, che peraltro è a 7 fermate dal centro, non è periferia estrema, o mostrando i sacchi della spazzatura gettati in piazza Selinunte. Sono problemi che la gente conosce già, su degrado e sicurezza abbiamo fatto tre campagne e le abbiamo perse. Portiamo soluzioni, parliamo di proposte green, Milano merita di volare più in alto». Contestano anche la campagna della sinistra sulla discontinuità da Sala («ha fatto errori ma non è tutto da buttare e ha avuto una coalizione difficile»). Lanciano le prime proposte concrete per una migliore gestione delle partecipate o dei trasporti. Assicurano che a giorni altri si uniranno alla lista, forse anche consiglieri in carica. Accolgono l’invito di Ignazio La Russa alla cena di FdI venerdì in Piazza Città di Lombardia (Tatarella ci sarà, Civita lo vedrà a pranzo a giorni): «Il presidente del Senato sa che senza una proposta civica di questo genere non si può vincere». Assicurano che non appoggeranno «mai il campo largo e Calabresi» e Tatarella fa presente che «è un bravissimo giornalista ma le capacità amministrative sono tutte da dimostrare. E può avere posizioni moderate ma non spostare l’asse del centrosinistra che con M5S sarà ancora più radicale». Tatarella confessa che «nel momento in cui Fi si è spostato sul politico mi sarei aspettato il mio nome, in quel partito ci sono sempre stato dal 2005». E dopo l’assoluzione dalla lunga vicenda giudiziaria «mi aspettavo almeno una telefonata da Antonio Tajani in questi mesi».
Il sottosegretario leghista Alessandro Morelli ieri ha auspicato che il nome, «civico o politico, sia espresso dalla Lega, ma se i leader sceglieranno Perego saremo poenamente della partita». Per il vannacciano Carmelo Burgio, in campo per Futuro Nazionale, «Perego è il profilo migliore del centrodestra, da sottosegretario ha un po’ più discernimento dei meccanismi della difesa».
