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L’ira di Ranucci scaricato. Caccia alle streghe su Presutti

Il conduttore non trova sponde per costruire la narrazione della “defenestrazione politica”. Il tentativo di screditare la giornalista e il gelo con l’ex delfino Mottola

Presutti Ranucci Piervincenzi

C’è una solitudine che sa di cenere in questo strano autunno di Sigfrido Ranucci. Dopo l’estromissione da Report, raccontano i sussurri che arrivano dai suoi più vicini, il conduttore si è chiuso in una sorta di ritiro strategico. Fra palcoscenico e smartphone. Ma non è un silenzio di riflessione: è un censimento. Un’operazione contabile, umana e politica per mappare gli amici rimasti, separare il grano dal loglio, contare chi resta a bordo di una nave che imbarca acqua. Ranucci, dicono i beninformati, è furioso. Si sente scaricato da una sinistra che fino a ieri lo osannava e che oggi, nell’ombra, preferisce guardare altrove. A partire dallo sceriffo Vincenzo De Luca e dal vignettista Vauro che hanno lanciato l’anatema sull’ormai ex conduttore di Report. Lui invece cerca alleati, punta al mondo di La7, va a caccia (non di leoni come il suo amico Valterino) di sponde tra i comici più cool del momento, spera in siparietti pop che possano sollevargli la reputazione, ma la porta sembra sbarrata. O comunque cigolante. Nel frattempo, ha dato il via a una controffensiva intellettuale: vuole costruire a tutti i costi la narrazione di una «defenestrazione politica».

Un piano perfetto per distogliere l’attenzione da una ferita che brucia: i dubbi che si addensano attorno alla bomba che lo ha colpito. Un «falso attentato», sussurrano i maligni, un mistero in cerca di autore che Ranucci vuole coprire con lo scudo della vittima eccellente. Ma mentre lui cerca di ricompattare le fila, la macchina della delegittimazione, quella che lui stesso ha saputo guidare così bene per anni, si è rimessa in moto, questa volta contro i suoi eredi.

È scattata la caccia alla strega. La foto di Giulia Presutti, nuovo volto della trasmissione, avvistata nel ristorante di Lavitola (foto) nel 2024, è diventata l’arma del delitto perfetto. Un’immagine che, nelle mani dei «leoni da tastiera», si è trasformata in prova di complicità. Poco conta che Il Giornale abbia chiarito la dinamica: una singola visita, accompagnata da Laura Cianfoni, donna ombra di Ranucci. Poco conta che Repubblica abbia ribadito la natura lavorativa dell’incontro. Ranucci non ci sta. Smentisce il quotidiano diretto da Stefano Cappellini con una nota: «Non le ho mai detto di andare da lui. Ho saputo dopo che è andata da sola per progetti di cui ignoravo tutto».

Ma fonti qualificate chiariscono la natura non lavorativa della cena. Intanto, certamente, non si placano i primi malumori all’interno di una parte della redazione di Report, in cui Giorgio Mottola si sarebbe messo alla guida della fronda contro la neo conduttrice Giulia Presutti e del collega Piervincenzi.

Fonti interne spiegano come potrebbe evolversi la protesta: «C’è un tentativo di alzare il livello dello scontro con l’azienda per arrivare a una degna conclusione, ma se non si riesce a riaprire una discussioni le intenzioni sono quelle delle dimissioni degli esterni». Resta però il nodo degli interni, che rappresentano una minoranza e che non avrebbero ancora deciso se seguire le orme degli inviati esterni o se restare a bordo del nuovo Report.

Ma, nonostante l’intervista rilasciata al Corriere della Sera, Mottola, che prima era il delfino di Ranucci, non sarebbe più nelle grazie del conduttore. Lo strappo c’è stato quando si sarebbe fatto avanti per sostituirlo. E quando è stata inviata a Sigfrido la comunicazione in cui si facevano presenti i problemi interni. Ora si corre per essere pronti per la l’8 di novembre, data in cui è fissato l’inizio della trasmissione. Ricorsi permettendo.

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