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Cisint: “L’opposizione è compromessa con l’estremismo islamista”

Parla Anna Maria Cisint: “Assistiamo a un capovolgimento della realtà, rappresentanti delle istituzioni che vanno a trovare in carcere amici del terrorismo che usano il nostro Paese come bancomat per le la jhiad”

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La sinistra italiana continua ad essere in difficoltà nel dissociarsi da soggetti legati ad ambienti pericolosi, come quelli terroristici. Il Giornale ha raggiunto Anna Maria Cisint, europarlamentare della Lega, che da anni combatte gli estremismi e le derive islamiche.

Onorevole, ritiene che a sinistra ci sia un problema di ambiguità nel distinguere la solidarietà dalla copertura ideologica?

«La sinistra è strutturalmente compromessa con gli ambienti dell’estremismo islamista. Dolosamente fa da cavallo di Troia all’immigrazione clandestina e all’Islam radicale. E al Parlamento europeo lo vedo ancora più chiaramente: la speronatrice Rackete, traghettatrice di clandestini e potenziali terroristi dall’Africa all’Italia, al Parlamento europeo sedeva nello stesso gruppo di Ilaria Salis, di Mimmo Lucano, re dell’accoglienza indiscriminata, e degli eurodeputati del Movimento 5 Stelle, proprio come Gaetano Pedullà, l’amico di Hannoun».

Mimmo Lucano è andato in carcere da Riad Al-Bustanji, detenuto per terrorismo: crede che a sinistra sottovalutino i rischi per la sicurezza o li ignorano?

«Assistiamo a un capovolgimento della realtà, rappresentanti delle istituzioni che vanno a trovare in carcere amici del terrorismo che usano il nostro Paese come bancomat per le la jhiad. La storia italiana a questa gente non ha insegnato nulla: fanno il gioco dell’Islam politico. Si lasciano usare come pedine per aprire le porte alla Sharia per creare canali, anche economici, che finiscono per colpire le libertà dell’Occidente».

Spesso il centrodestra viene accusato di «allarmismo» quando solleva il tema della sicurezza e dei controlli sulle figure dell’accoglienza.

«I fatti ci danno drammaticamente ragione. La Lega lo dice da tempo, io lo denuncio da più di dieci anni perché l’ho vissuto sulla mia pelle. E siamo contenti che ora finalmente anche i nostri alleati abbiano deciso di seguirci. A Modena El Koudri non era un pazzo, come vorrebbe la sinistra, ma, da quanto emerge, un terrorista islamista che odiava l’Occidente e chi l’aveva accolto. E poi vediamo i flussi di denaro gestiti da organizzazioni fondamentaliste: in entrata finanziano la costruzione e il mantenimento di moschee abusive, mentre quelli in uscita finanziano Hamas. Serve un argine a tutto questo e le nostre proposte di legge lo saranno».

Cosa risponde a chi continua a minimizzare in nome di una presunta accoglienza?

«Sono ideologicamente complici della svendita del nostro Paese. Nel 2016, quando vinsi a Monfalcone e feci emergere i problemi, dal rischio di islamizzazione alle classi ghetto, fino all’uso dell’immigrazione di massa come strumento per distruggere i diritti dei lavoratori, la sinistra diede della razzista. Ora è molto tardi, soprattutto perché la sinistra sta cullando il nuovo esercito elettorale islamico. Ma noi della Lega non arretriamo, anzi rilanciamo: la nostra proposta prevede la lotta all’applicazione della Sharia in Italia e all’Islam politico».

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