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Gli amici di Grillo e il piano B. “Conte userà il simbolo Nova”

L’ex premier l’ha già utilizzato nel 2024 e nella kermesse milanese ha stralciato i loghi M5s. Beppe da Fedez gli ricorda: “Anche il 2050 l’ho voluto io”. Dessì: “Il nome cambierà”

Grillo

Giuseppe Conte ha il «piano b»: se perde nome e simbolo del Movimento 5Stelle chiamerà il partito «Nova», che ha usato per la prima volta il 23 novembre 2024 in occasione dell’assemblea in cui ha annunciato che gli iscritti avevano approvato online tutti i suoi desiderata: dalla cancellazione del limite dei mandati alla possibilità per i 5Stelle di allearsi con altri partiti (altrimenti addio sogni di gloria di tornare a Palazzo Chigi), all’abolizione della figura del garante, ossia Grillo, lo stesso che ieri durante il podcast di Fedez ha mandato un messaggio che i contiani forse non hanno capito. «Il Movimento ora è un’altra cosa, dovrebbe avere la faccia di Conte, che dovrebbe avere il suo stemma». E poi: «Anche la scritta 2050, sul simbolo, l’ho voluta io». Conte potrebbe perdere la possibilità di usare nome e simbolo del Movimento perché il precedente gli è sfavorevole. Nel 2021 l’Appello di Genova «ha ribadito», usiamo le dichiarazioni rilasciate al Giornale dall’avvocato cassazionista Lorenzo Borrè (ha partecipato al contenzioso), «che l’unico titolare del nome e del simbolo è Grillo, e da allora la situazione non è cambiata». L’ultimo atto del contenzioso si celebrerà a Roma, dove ha sede legale il soggetto politico guidato da Conte. L’udienza era stata fissata a luglio ed è slittata a gennaio. Allora l’ex premier capirà, se non definitivamente quasi, la direzione da prendere.

In occasione dell’assemblea dello scorso fine a settimana, a Milano, Conte non ha voluto che ci fossero bandiere né altri riferimenti al Movimento. Le ragioni sono due: la prima è che ha voluto lanciare la campagna elettorale non da leader di partito ma da finto candidato della coalizione. La seconda è che Conte teme di perdere la causa: l’uso del simbolo durante un evento di tale portata lo avrebbe esposto a una richiesta di risarcimento superiore in caso di condanna. «Nell’ambiente dei 5Stelle», ci dice Emanuele Dessì, senatore dei 5Stelle dal 2018 al 2021, «lo sanno già che il partito potrebbe cambiare nome. Conte è preparato». Torniamo al podcast di Fedez.

Grillo ha sbertucciato Conte. Poi ha ricordato che è stato «estromesso» ma che non ha rimpianti. Ha negato di voler fondare un altro movimento però attenzione, ha ricordato anche che quando l’ha lanciato era complementare a Gianroberto Casaleggio, che era lui a gestire la struttura, e qui Dessì ci dice ancora: «Secondo me se trovasse persone di livello capaci di sbrigare le questioni organizzative e burocratiche allora sì che Beppe potrebbe tornare in politica, mettendoci le idee». C’è un passaggio dell’intervista in cui Grillo sottolinea che in passato ha scelto di non entrare in parlamento per fare solo l’ideologo. Oltre a questo c’è l’attacco a Vannacci: «Il suo Futuro sono le domande stupide. Vannacci è come una decalcomania, più gli sputi sopra, più la inumidisci e più si appiccica». Vannacci ha replicato: «Continua pure a sputare». Chi pensa che Grillo non sia più un pericolo per Conte ha capito poco.

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